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Ogni male ho sofferto esterno e interno, ferite e storpi e sonno e fame e sete, per servire al mio re, se ben discerno. Giunto sono all'etá che mi vedete, e storpi e fame ed ogni mal governo son pronto a sofferir, se voi volete, ché dobbiam sostenere di concordia la vostra sferza di misericordia.
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Vedete tuttavia con qual periglio le mie figlie innocenti in vita stanno, e come i rei dimoni con l'artiglio de' moderni costumi intorno elle hanno. Datemi, signor mio, forza e consiglio da preservarle a voi da questo danno. Queste, Signor, queste, Signore e Dio, vi raccomando, e non l'incarco mio.
90
Certi mal costumati, e da letture nuove corrotti, e dileggianti il cielo, circondan queste mie colombe pure, ch'io serbo a voi conformi all'Evangelo. Dote non ho che di pianti e sciagure. Signor, Signor, per questo caldo zelo, e se adoprai per la fe' vostra il brando, la famigliuola mia vi raccomando.
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Io non volli giammai, com'è costume oggi di chi ha figliuole e poca entrata, aprir la porta e dar luogo ad un fiume di giovanacci e gente scapestrata, per far che per l'amore o il poco lume talora alcuna si sia maritata: volli questo novello uso lontano, perché temei la vostra santa mano.
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Se v'è in piacer che a Filinoro sia dato il sigillo, io son di ciò contento: chiedo sol modo a questa prole mia di viver con fortezza nello stento. O Vergin pura, o Vergine Maria, conducete le man nel parlamento.— Cosí diceva il signor di Bellanda, dal pianto molle che dagli occhi manda.