36

Caro colui! Quegli occhi, i capei biondi, lo spirito elevato, l'eloquenza, que' sospir caldi, i sguardi moribondi, la franchezza, l'affabile presenza, le erudizion che vaglion mille mondi, quella non so qual nobile insolenza, quel sprezzar snello e quella maggioranza fanno che del cor mio non me n'avanza.

37

E' tiene un alfabeto regolato, co' nomi e colle nascite a puntino, d'ogni tenor, di qualunque castrato, e d'ogni ballerina e ballerino, e d'ogni cantatrice sa il casato, l'abilitá, la vita e il vagheggino; insomma un cavalier d'usanza nuova piú pulito di lui non si ritrova.

38

Dio ti dica per me se delle mode ei s'intende all'eccesso, e del buon gusto e delle acconciature e delle code, d'un abito, d'un drappo e d'un imbusto; se in un teatro sa chi merta lode, se d'un poeta sa decider giusto. Di Marco e di Matteo nelle riforme scopre il bel, vede il buono, è a me conforme.

39

Ponlo con un cattolico, è cristiano; ponlo con un eretico, ei s'adatta; con un pagano, e' par nato pagano; con un giudeo, giudeo sembra di schiatta. Accorda tutto, è universale e piano, e veramente sa come si tratta; coltiva tutti, con ognuno è amabile, e infine è un uom moderno, inarrivabile.

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Io non posso, Ermellina; ti prometto che sono indiavolata per colui: non lascerò giammai quel caro oggetto; mai piú, Ermellina, d'uom sí cotta fui. Se tu provassi il foco c'ho nel petto per le bellezze, per i merti sui, tu piangeresti e mi compatiresti, e per compassion m'aiuteresti.—