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Non avea grande acume, tuttavia era un gran parlatore, era zelante. Avea di scriver sempre fantasia, ed ha gran fogli e calamai davante. Con poca lingua e poca ortografia scrivea la storia di Carlo regnante, la qual fu poscia per tant'anni tema a' gran poeti, or è del mio poema.
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Seguendo con Ruggero il suo discorso, con voce grossa e da gran zelo acceso, disse:—Rugger, tu mi chiedi un soccorso, che infinite persone hanno preteso; né so come il costume sia trascorso ad una corruzion di tanto peso. Omai fratel né padre di famiglia alla suora comanda od alla figlia.
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Infin che in fresca etá ne' monasteri si mettan le figliuole o le sorelle, a questo condiscendo volentieri, so che l'han care anche le monacelle. Ma che voi, conti, duchi e cavalieri, disperati per mille taccherelle, vogliate ch'io le chiuda di trent'anni, perdio! convien per forza ch'io m'affanni.
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O tristo esempio certo o poca testa inauditi disordini cagiona. Un figliuol giuoca, quell'altro s'impesta, l'altro prostituisce sua persona: de' padri un si percuote, un si tempesta, né in casa posson far correzion buona; ma sturban contro a' figli dissoluti la maestá del re, perché gli aiuti.
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Per le fanciulle matte ogni momento si chiede asilo a' vescovi nel chiostro. Dove avete il cervello e il pensamento, che non possiate comandar sul vostro? Ma la vera ragion, per quel ch'io sento, della rivoluzion del secol nostro, è il costume novel, l'ozio, gli amori, e la vita epicuria e gli scrittori.