5

Rugger, don Guottibuossi e Bradamante sopra tre scranne in una cameretta consiglian come quella stravagante si potesse cacciar nella celletta, perché il farla pigliar da un arrogante, da tre, da quattro, e farla annodar stretta e portarla in convento, non va bene, ché farebbe una scena delle scene.

6

Dicea Rugger:—Io mi sento che scoppio.
Che direm, Guottibuossi, e che faremo?—
Bradamante dicea:—Diamle a ber oppio,
e addormentata via la porteremo.—
Dicea don Guottibuossi:—Ho un pensier doppio;
lasciate ch'io il maturi, e parleremo.
Tutto ha rimedio fuor che il collo in pezzi.—
Bradamante l'aiuta co' suoi vezzi.

7

Nota, lettor, che l'ordine Turpino a Fiordiligi in scritto aveva dato d'accettar la Marfisa al suo destino, purché Rugger la porta abbia pagato. Fiordiligi moglier d'un paladino fu un tempo, ma Gradasso l'ha ammazzato in Lipadusa a tradimento ed arte, detto, come si legge, Brandimarte.

8

Morto il consorte, questa vedovella avea fondato un certo monastero, e aveva pianto per tre giorni in cella, la tonaca vestendo e scotto nero, col voto di lasciar la vita in quella. Dopo tre giorni ebbe un altro pensiero, ma non fu poi rimedio a cambiar vita; donde viveva monaca pentita.

9

E perch'ell'era fresca e parlatora, mille visite aveva ogni momento. Grandi aderenze ha per Parigi e fuora, per utile ed onor del suo convento. Scrivea de' vigliettin quaranta all'ora; protegge il concorrente e il malcontento; raro era quel raggiro entro a Parigi ignoto all'abadessa Fiordiligi;