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Se rideva Dodon, Dio ve lo dica, di queste matte forme e braverie, e va dicendo alla sua schiera amica: —Quell'alleanza, care anime mie, ci toglie occasione di fatica a provar che i lor scritti son follie.— Il popolo diviso in due fazioni dava riputazioni a' bighelloni.
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Perocché riscaldato e in gran puntiglio, chi Marco e chi Matteo per sostenere, vivo tenea il discorso e lo scompiglio, ed aperto il borsello per vedere e per poter gridar:—Mi maraviglio.— Marco a Matteo può baciare il brachiere, o ver Matteo lo può baciare a Marco, facendo chi il Caton, chi l'Aristarco.
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Or che tra loro è fatta convenzione, e di vivere amici han stabilito, il popol non fará piú contenzione, e sará a poco a poco intiepidito; poi ridurrassi a dugento persone, a cento, indi a cinquanta il lor partito. Lasciamo che s'adoperi natura, ché finalmente il ver non ha paura.
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Dodone incominciava a lusingarsi che i scrittoracci avesser decadenza; ma il mal, che aveano fatto, a ripurgarsi non bastava una quarta discendenza. Or del guascon bisogna ricordarsi, ch'era fuggito e in bando per sentenza, e va maledicendo il suo duello; ond'io ripiglio traccia dietro a quello.
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Quel dí che fu ordinata la cattura e ch'ei la seppe (e n'andava la testa), tanta fretta gli mise la paura, che smemorato in man prese una cesta, come colui che non ha piú misura, e fuggí di Parigi in man con questa. Fece due leghe di cammino a piede, e ancora della cesta non s'avvede.