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Comincia santimonia a poco a poco, e lasciarsi trovare alla sprovvista con un breviario in man, piena di foco, rivolta verso il cielo con la vista. Le semplicette monache, a quel giuoco. l'un'all'altra dicea:—La s'è ravvista. Grazie all'immagin di Gesú bambino e al padre fondator nostro Agostino!—
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Marfisa scherza con le monacelle, e mangia e beve, e non è piú ritrosa, e alla badessa un giorno in mezzo a quelle diceva, in faccia tutta vergognosa: —Vi prego, madre, le mie maccatelle dimenticate e siatemi pietosa. Vorrei che il mondo tutto si scordasse e che di me nessun piú ragionasse.
33
So ben che il caso de' parervi strano, che Marfisa sí tosto sia cambiata; ma che non può di Dio Signor la mano? Io mi sento del mondo stomacata. Per grazia, certo e poter sovrumano non odio piú il fratel né la cognata, e non vo' piú saper del secol nulla. Mi sembra esser uscita oggi di culla.—
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Non le dá la badessa molta fede: pur la conforta e loda, e fa buon viso. Dell'altre monachette ognuna crede, e lievan occhi e mani al paradiso. Marfisa a dir l'uffizio ognor si vede, e un giorno fu trovata all'improvviso con un flagello, mezzo ignuda, ardente, che si battea le spalle leggermente.
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Non v'è piú alcun che per santa non l'abbia. Al parlatorio andava qualche volta, ed affogando nei polmon la rabbia, ragiona a Bradamante e umil l'ascolta. Pur ruminando, come uscir di gabbia potesse, andava, e in sé sta ben raccolta; ma le porte eran chiuse in diligenza, perocché la badessa avea temenza.