51
La badessa in furor scrive a Turpino; la vicaria a due frati narra il caso; la sacristana il narra a un abatino; vuotano l'altre alla castalda il vaso; una scrive all'amica, una al vicino: in un momento a ognun la cosa è al naso. Turpino alla badessa manda a dire che si deve il silenzio custodire,
52
perché non vuol che scandal si dilati. La badessa alle suore dá il precetto: le suore a capo basso, occhi serrati, tutte dicean:—Silenzio vi prometto.— Turpino intanto un prete, de' fidati, manda a Rugger col caso in un viglietto, e lo consiglia a fare a Carlo istanza di spedir genti, e dá buona speranza.
53
Al capitar del prete, la famiglia del buon Ruggero è giá tutta in rivolta. Bradamante gridava:—Para, piglia,— ché la sua borsa d'oro è stata tolta. Ruggero è fuor di sé per meraviglia, né sa di borsa, e ognun guarda ed ascolta; non si dovea saper che la sua sposa tenesse borsa di soppiatto ascosa.
54
Bradamante era fuor de' sentimenti, e strilla, e i servi vuol morti e le fanti, e disse della borsa fuor de' denti, tanto di borsa, grida a tutti quanti. Ipalca manca dagli alloggiamenti, adunque Ipalca ha involati i contanti. —Si cerchi Ipalca—Bradamante grida: —se le strappi la borsa, e poi s'uccida.—
55
Il prete, col viglietto del prelato, Rugger fece morir quasi d'affanno: sopra un soffá disteso s'è gettato, dicendo.—Io vivo per maggior mio danno.— Bradamante, che il vede addolorato, chiede se della borsa a parlar stanno. —Che borsa? che non borsa? dalla cella —disse Rugger—fuggita è mia sorella.