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E tutti quattro a Malagigi uniti sen vanno tosto per sapere il vero. Gli aveva il mago attentamente uditi con ciglia brusche e con viso severo. Stava Malgigi assai mal di vestiti, la barba ha lunga, e non pel suo mestiero, ma perché non aveva veramente da pagare il barbier sí facilmente.

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Per dirvi come fosse Malagigi, guercia avea guardatura e faccia nera. Benché avesse i capelli mezzi grigi, gli teneva in coltura con la cera: la polver confondea da' neri a' bigi. La sua camicia candida non era, ma tuttavia teneva i manichini grossi, antichi, giallastri e picciolini.

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Le calze ha cenerognole di stame, che aveano sparse alcune cicatrici, guarite, or colla seta verderame, or colla rossa, da' buchi nimici. Piangean le scarpe dolorose e grame, che aveano avuti assai pietosi uffici. Malgigi delle volte piú d'un paio lor dedicato aveva il calamaio.

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Le brache ha di sovatto violetto, perché cercava brache consistenti; sopra il ginocchio è corto il coscialetto, e per l'untume sono rilucenti. Guardava il mago or lo spazzo or il tetto, al ragionar de' paladin parenti, i quai chiedean che l'arte sua traesse e dove sia Marfisa lor dicesse.

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Poich'ebbon detto, il mago si fe' chino: prima di dir volea soffiarsi il naso. Avea sí rotto e lordo il moccichino, che di tenerlo in vista non v'è caso. Mise la testa sotto al tavolino (vecchio scrittoio in tre gambe rimaso), e poich'ebbe la tromba ben suonata, questa risposta a' paladini ha data: