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—Stupisco che voi siate sí ignoranti, e che giunto all'orecchie non vi sia che usciti son de' libri nuovi alquanti, i quali han disertata la magia. Non vi sono piú streghe o negromanti, un'impostura è oggi l'arte mia. I moderni scrittor spregiudicati i negromanti al sole hanno mandati.

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L'anel dell'arte non è un diamante, non v'è nessun che piú gli presti fede; pentacoli, sigil, son tutte quante cose alle quali il diavol piú non cede. Teschi, capelli, cere, bisce e piante non trarrien di sott'acqua due lamprede. Gli antichi libri miei ben posso aprire, il diavol non si move per venire.

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I moderni scrittor colla scienza il popol e i dimoni hanno istruiti.— Il popol non mi fa piú riverenza, né vengono i dimon, bench'io gl'inviti. Non so se netta sia la coscienza di questi scrittor nuovi fuor usciti, che inutil l'arte magica hanno resa, né so se ben la cosa abbiano intesa.

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Si credeva una volta facilmente de' diavoli e de' maghi il gran potere; che Farfarel venisse fra la gente, per far ora piacere, or dispiacere. Oggidí non si crede piú niente, pe' scrittor c'han soppresso il mio mestiere. Per ischerzo de' diavol si decide che non vengono al mondo, e poi si ride.

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Pretendon trarre agli uomin l'ignoranza gli scrittori novelli col lor fondo. Ma questo por negli uomini costanza, circa a' spirti dannati nel profondo, fa a poco a poco credere in sostanza, non sol che mai non vengano nel mondo, ma timor toglie e sparge quel veleno di dubitar se diavoli vi sièno.