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Rispose Malagigi:—Che stupori per queste brache e la camicia mia! Io non bado a coltura né a tesori, ché m'innamora sol filosofia. Tristo a me se badassi a frange, ad ori ed all'attillatura e leggiadria: questo sarebbe in me tristo preludio; addio filosofia, scienza e studio!—

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Ruggero, Orlando, il danese e Dodone, quantunque non avesser molta voglia, risero tutti all'ultima espressione. Malgigi anch'esso del serio si spoglia, e ride per far lor conversazione; poi disse:—-Voi scorgete ciò ch'io voglia; se non credete a cabale, mi date un ducato in prestanza e ve n'andate.

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Ognun de' cavalier mezzo ducato gettò del mago sopra al tavolino; poi lo lasciâro, e Orlando smemorato giva dicendo:—Oh secolo meschino! Quest'uomo a' nostri dí sí riputato, che sbigottiva il popol saracino, pe' nuovi libriccini s'è ridotto a viver con la cabala del lotto!—

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E brevemente, per andare in traccia della bizzarra, han posto ordin tra loro. Ognuno dalla stalla il caval caccia. Orlando non avea piú Brigliadoro: non è da dimandar se ciò gli spiaccia. Frontin non è piú vivo. Alfin costoro de' lor vecchi destrier tutti son privi; forse pe' cambiamenti non son vivi.

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Sin che per lo Vangelo avea servito, vissuto era ogni antico corridore per sessant'anni, fiero ad ogni invito; Baiardo e Vegliantin pien di furore, Frontin, Rondello e Rabicano ardito era, siccome narra ogni scrittore: ma poi, cambiato il buon costume in vizio, que' destrier eran morti a precipizio.