Ma bisognava pensare a Marfisa, che per la stizza e pe' casi accaduti era oppressa e ammalata d'una guisa che non sa dove sia né di saluti. Mette paura a chi la guarda fisa, ha tutti i segni di morte compiuti. Fu tratta dal calesse e posta a letto: si fe' palese un mal grave di petto.

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I medici alla cura sono molti e la dánno sfidata della vita; alcuni però d'essi stan raccolti con speranza in arcano ermafrodita, perché in error non voglion esser còlti, sia o non sia per la dama finita. S'ella morrá, l'avran pronosticato; e se vivrá, l'avranno indovinato.

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Le dame di Parigi e i cavalieri dicean:—Beato Rugger s'ella muore!— Pur si spediscon lacchè giornalieri di Ruggero a palagio a gran furore, a chieder dello stato; e i dispiaceri sono infiniti e infinito è il dolore, perché serbar doveasi in apparenza l'urban costume della convenienza.

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L'oppression del male all'infelice lieva la consueta bizzarria, e rantacosa chiama protettrice particolar la Vergine Maria. Fa tutto ciò che il parroco le dice, riceve umil la santa Eucaristia; indi va peggiorando tanto e tanto, che alfin se le minaccia l'olio santo.

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Ermellina, la moglie del danese, ch'era sua amica e buona dama assai, è veramente afflitta pel paese: fa divozioni e non dispera mai. Un giorno un certo prete esservi intese, che facea malattie sparire e guai, benedicendo per tutto Parigi con le scarpe che fûr di san Dionigi.

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