Gridâr che i giovinetti assassinati erano nelle loro educazioni da pedantacci sciocchi addormentati sulle pagine antiche e sui marroni. Alla moral de' preti o vuoi de' frati, e alla moral de' dotti, retti e buoni, dissero spaventacchi, inezie e un nulla, indegno d'una balia ad una culla.
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Che riedificare si dovea de' nuovi piani di letteratura; che a ciò che si dicea, che si scrivea mancava il comun senso e la natura; ch'era un balordo quel che si perdea in sullo studio della lingua pura; che all'uom d'ingegno e pensator bastava scriver con quel gergon che si parlava.
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Fu agevol cosa suader le genti, che studian sempre poco volentieri, a ributtare antichi sapienti, vocabolari e metodi severi. E perché ognor di novitá e portenti fu vago l'uman genere e leggeri, dagl'impostor miracoli attendendo, ei fu ignorante, dir possiam, dormendo.
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Avvenne allor che i sussurroni arditi furon considerati originali, con certe lor scritture fuori usciti piene d'idee fantastiche e bestiali, credute da' cervelli stupiditi scoperte nuove e lumi celestiali, quanto piú strane e meno intelligibili, piú rispettate e dette inopponibili.
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Con un gergon formato non so dove di venti lingue e formole scorrette, quasi faceti fulmini di Giove, ridicean cose dagli antichi dette, che all'ignoranza comparivan nuove, e le faceano por nelle gazzette, perocché i giornalisti e i gazzettieri eran degl'impostori i candellieri.
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