I riflessi prudenti e regolari chiamò «fredda ragion» questa genia, e «novelle scoperte salutari» chiamò i vapori della fantasia; onde i commiserevoli scolari appreser che «ragion» vuol dir «pazzia», e appreser che «pazzia» vuol dir «ragione», ed Arlecchin divenne Salomone.
126
Donde il pensar fu presto un vaneggiare ed un sognare da febbricitante; lo scrivere, i concetti e il fraseggiare furon maccheronee col guardinfante. Lo stil fu una vescica singolare in tutte le materie somigliante: vorticoso, rigonfio, snaturato; filosofico, energico chiamato.
127
E gridando di dir delle gran cose, e promettendo de' volumi assai, ed insultando l'opre giudiziose de' colti, da lor detti «parolai», colle dissertazion stolte ampollose, senza dare un buon libro al mondo mai, sbalordendo fanciul, donne e merlotti. fûr per supposizione i matti dotti.
128
A questa epidemia degl'intelletti, ch'era ridotta un guasto universale, sei o sette scrittor sani e corretti, e non entrati ancora all'ospedale, andavano a Dodone, poveretti, dicendo:—Poniam freno a tanto male.— Dodon rideva sgangheratamente del zelo inopportuno e inconcludente,
129
e rispondeva lor:—Cari fratelli, il mondo letterario s'è ammalato, vaneggia; i capi sono Mongibelli. Io son di que' dottor che l'han sfidato. Questa è una crisi degli uman cervelli; l'impedire una crisi è un gran peccato; lasciatela sfogar—Dodon dicea,— che forse avrá buon fine.—E poi ridea
130