Marsilio, re di Spagna saracino, teneva chiuse in cor le sue vendette, ché l'esercito antico parigino gli aveva date gran sconfitte e strette. Cheto era stato il diavol tentennino; a' cambiamenti gran riflessi mette, e un giorno disse:—È questo il tempo nostro di porre a Carlo un servizial d'inchiostro.—
136
E le sue truppe vigilanti e destre chiama a rassegna e inalbera stendardi. È l'armata a cavallo e la pedestre di dugento migliaia, uomin gagliardi, per dare a Carlo di amare minestre e i paladini a pettinar co' cardi. La fama è in Francia, e suona colla tromba, che il re Marsilio coll'armata piomba.
137
Or chi vedesse i paladin puliti, co' cappellin sotto al sinistro braccio, far lor passini ed atti sbalorditi perché al Consiglio suona il campanaccio! Dodon rideva ai ceffi impalliditi; Orlando sembra l'ira nel mostaccio, e grida:—Ah porci! or peserá la lancia; è giunto il fin della gloria di Francia.—
138
Si mandan messi al papa, alla Romagna, nella Borgogna, in Scozia, in Inghilterra, per la Francia, l'Irlanda, l'Alemagna, per ogni buco a dir di questa guerra. I signor parean uomin di lasagna. I soldati vivean per ogni terra facendo i sgherri, i bari ed i ruffiani: mangiavan le lor paghe i capitani.
139
I maganzesi mostravan costanza, e zelo grande per l'imperatore, dicean di far eserciti in Maganza, ed era un tradimento il lor fervore. Giuravano a Marsilio un'alleanza per via d'un lor secreto ambasciatore, traendo in premio, i menzogner felloni, le sacca di crociati e di dobloni.
140