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Entrava franco a ragionar di storia, e giudicava della poesia; filosofo era, e voleva vittoria in medicina ed in astronomia; geografo, topografo, e a memoria avea la Bibbia e la teologia; nel militare e nella matematica ragiona per teorica e per pratica.
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Ma perché non avea fondo in dottrina, né aver poteva buon discernimento, s'era alla dritta, andava alla mancina, e ragguazzava e usciva d'argomento. Perché non gli mancasse la farina, faceva cialde e ignocchi a suo talento: vero è che dove fosse qualche dotto, affettava modestia e stava chiotto.
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Ma in mezzo una brigata d'ignoranti, che ne trovava a sua soddisfazione, metteva nelle ceste tutti quanti, ma n'usciva con gran riputazione. Era solo in famiglia, e poco inanti il padre suo, chiamato Guglielmone, se n'era morto ed ito non so dove, e lasciatolo ricco a tutte prove.
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Fra l'altre cose, per parer uom grande faceva pompa d'esser miscredente, scherzando sul digiun, sulle vivande ed altre cose impertinentemente. Ma poi tremava da tutte le bande a un po' di febbre, e allor divotamente chiamava sant'Antonio e san Bastiano e gli pregava umíle a farlo sano.
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Era costui vizioso in generale, e sendo il lusso alla moda e lo spendere, poiché allo scrigno fece metter l'ale, incominciò le possessioni a vendere; e si ridusse in breve a caso tale che nessun era che il sapesse intendere: e alfin si diede a prendere a credenza, che in ciò buona compagna ha l'eloquenza.