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I danari in bagasce ed in bassetta, come s'usava allor, fecion le piume; e Filinor in men ch'io non l'ho detta rimase come prima in mendicume, e va facendo a' sozi di berretta ed a' parenti. Ma correa costume in quell'etá, che parenti ed amici non soccorrean di nulla gl'infelici.
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Dappoich'egli ebbe con la sua bellezza a molte vecchie ricche e scostumate succiata con infamia la ricchezza, e piantate anche quelle disperate, non sapea dove appiccar piú cavezza. Molti dicevan ch'egli andasse frate: tutta Guascogna stava in attenzione che si fuggisse o n'andasse prigione.
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Egli avea de' parenti di gran stima e in gran riputazion per la Guascogna. Questi:—Pagargli i debiti per prima —avevan tra lor detto—non bisogna; ma non convien la sbirraglia l'opprima, ché ne verrebbe a noi troppa vergogna.— E con uffizi e secreti e trattati teneano in soggezione i magistrati.
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Tal che pioveva a Filinoro addosso de' creditor la rabbia e le parole. Il peso era venuto troppo grosso, Filinor sofferirlo piú non puole; donde una sera, dalla stizza mosso ed invasato:—Medicar si vuole —disse—co' miei specifici ed unguenti le direzion di questi buon parenti.—
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E se n'andò secretamente al duca, narrò del parentado la malizia. —Fatemi por da' birri nella buca —disse,—perch'abbia effetto la giustizia: voi vederete, pria che il sol riluca, comparir genti e danari e dovizia, e fien pagati tutti i creditori, ed io da mille angosce uscirò fuori.—