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Sappi, lettor, che Terigi al lasciarla sentí strapparsi il cor dalla corata. Impossibil gli par di meritarla. Con inchin parte, e sospira e la guata. A casa giunto, manda a regalarla di drappi da Lion per la vernata e per la state e per ogni stagione, velluti, merli e pelli, un milione.
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Molt'altre dame eran spose a Parigi, e molte n'eran sposate di fresco al tempo di Marfisa e di Terigi, scrivon le storie, dalle quai non esco. I paladini dietro a' lor vestigi, e tutto quanto il popolo francesco andava a contemplarle mascherate, ch'ivano in piazza a far le passeggiate.
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Nota, lettor, se Dio ti faccia sano, come le usanze fanno i cambiamenti. Oggi a Parigi terrien mal cristiano, uno che andasse in maschera, le genti: eppure al tempo del re Carlo Mano per irvi eran rabbiosi, impazienti tutti, e talvolta fino in qualche chiesa maschere si vedien senza contesa.
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Un dí di carnoval era, e la pressa de' cavalieri e paladini è grande, per gir nella Ruet dopo la messa, ch'è una via in piazza, chiusa dalle bande da' sedili di paglia, ov'è il sol messa. Qui facean le sentenze memorande, al passar delle spose, dell'imbusto; de' drappi, delle anella e del buon gusto.
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Non si può dir quanta fosse la cura nella Ruette a veder le comparse. La piazza è spaziosa oltremisura, ma ognun fra que' sedili vuol ficcarse. S'uno era spinto fuor della fissura, sforza la calca, perch'ivi vuol starse. Se inavvedutamente uno uscía fuore, gridava:—Oh ve', son fuor?—con gran stupore.