13

Io vengo di Guascogna, e in compagnia quattro staffieri aveva ed il cocchiere, il cavalcante e due lacchè per via, sei corsier sauri con le chiome nere, ed equipaggio quanto convenia. Giá queste mura ero giunto a vedere; quando d'un bosco venti mascalzoni usciro armati d'accette e spuntoni.

14

Per prima cosa uccisero i destrieri, perché non si potesse via fuggire. I lacchè si difesero e i staffieri; chi non fuggí dovette alfin morire. Guizzai dal cocchio a guardia de' forzieri, e cominciai con la spada a ferire; dieci n'uccisi, e il resto impauriti per timore o fortuna son fuggiti.

15

Lo staffier sol rimase che vedete, e d'un altro staffiere il caval stracco. Dissi:—Dall'una parte tirerete; questo rozzon dall'altra, ch'io v'attacco.— E giunsi qui come veder potete, che ancor mi fo la croce per quel fiacco.— Lo staffier stava fuor della memoria e trasognato a udir sí bella storia.

16

Filinor di soppiatto l'occhiolino fece al staffier ed ei l'intese tosto. L'altro segue il racconto del cammino, che un'altra baia nuova avea disposto. Disse:—Sol mi rincresce un valigino, che tenni pel viaggio sempre accosto, con trentamila zecchin d'òr forbiti; non m'avvedendo al fatto, addio, son iti.

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Ed un portamantello io vedo ancora, dove aveva alcun abito decente (siccome un onest'uom di casa fuora suol portar seco, andando a nuova gente); e se n'è andato anch'esso alla malora, con un brillante a cui non posi mente, che m'è schizzato fuori dalle mani nel combatter ch'io feci con que' cani.—