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Chiedon certe persone i boccon grassi con una sicumera ed una esordia, che sembra in barbagrazia a' capi bassi debban ire i votanti di concordia. L'incarco avuto, l'util va ne' spassi: mai fanno un'opra di misericordia. Per coscienza intendo Filinoro dia concorrenza a questo barbassoro.
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Tenterem, vederemo; a Carlo Mano
vo' ragionare; ho degli amici anch'io.
Possibil che disutile sia Gano!
Voi, Filinor, pregate intanto Iddio.—
Qui Filinor gli baciava la mano.
S'offerser tutti a questo lavorio.
Il pranzo era finito e, detto pria
l'Agimus tibi gratia, ognun partia.
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Correan ventitré ore o poco meno. Particolar invito era a Parigi d'una conversazion famosa appieno, che dava in casa il marchese Terigi alla sua sposa dal viso sereno; e aveva detto a don Gualtier:—Dirigi tu la faccenda, e fa' che nulla manchi perché non mi dileggin questi franchi.—
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Io so, lettor, negli antichi poemi talor goduto avrai qualche rassegna, e letto: «Il tal passava, e par che tremi il terren sotto alla schiera, all'insegna; e il tal monarca da' paesi estremi veniva dopo con sua gente degna, armata di panziere o cuoio cotto e con mazze ferrate e il giaco sotto».
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Ma s'erano cambiati i paladini, eran le lor rassegne anche mutate, se i novelli costumi e i libriccini d'altra sorta battaglie avean formate. L'armature eran vaghi manichini, brache alle cosce, tirate, attillate, e d'un taglio mirabil vestimenti, di velluto a giardino o guarnimenti.