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Fan con Terigi alcuni convenevoli, passando poscia al campo di battaglia, sempre ridenti, ironici e scherzevoli con Avolio, il qual nulla si travaglia. Giunsero poi due dame cagionevoli, che avean le guance color della paglia; l'una ha gran naso, e l'altra l'ha schiacciato, e nondimeno hanno serventi a lato.
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E dicendo al marchese:—Altri che voi, non ci avrien fatte uscire oggi di casa,— nel marziale agone andaron poi l'una col naso e l'altra con la nasa. Terigi alla risposta era infraddoi, e alfin chiusa la bocca gli è rimasa, ché non gli era venuto un complimento da fare a quelle un bel ringraziamento.
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Un risolino e un abbassar di testa per quella volta esser dové bastante. Dopo re Salomon si manifesta, che pareva uno stinco di gigante, con una dama giovinetta e mesta, la qual dovea tenerlo per giostrante, perché lo sposo non vuol per niente, fuor che il re Salomone, altro servente.
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Ughetto di Dordona era il consorte, del costume novel non ben suaso; ma perch'egli era pure un uom di corte, il vecchio e il nuovo temperava al caso. —S'usa il servente; e bene, abbi la Morte,— disse alla moglie un dí, torcendo il naso: e certo ad ogni passo Salomone sputa catarro ed anima e polmone.
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Un «oh!» s'udí nella sala all'arrivo di Salomon, che il palagio rimbomba, perocché a far le scale semivivo era rimasto, e sfiata con la tromba. La dama vergognosa il viso schivo teneva e basso.—Povera colomba!— dicean le genti burlone. Ella passa, e non bada al marchese che s'abbassa.