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Berlinghier la seguiva da lontano. È senza dama il gentil Berlinghieri; ma si vedea che non l'aveva sano il core, e si leggeano i suoi pensieri; ché va fiutando un gherofan c'ha in mano, mostrando custodirlo volentieri, tanto che s'apponea piú d'un francese del giardin di quel fiore e del paese.
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Veniva Otton la reina de' sardi servendo poscia, ed ella è in gran furore, e lo sgridava ch'era giunto tardi, ché s'avvedeva ch'ei cambiava core. —Se per altra—diceva—nel sen ardi, dillo per tempo, cane, traditore.— Otton si scusa, ma non istá salda quella reina di natura calda.
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La contessa d'Olanda è dietro a lei. L'aveva udita e le disse:—Regina, trattate com'io fo i serventi miei. Non fate lor mai prego né moina: se vengon, bene, io gli saluterei; se no, non darei foco alla fucina, perocché a mostrar lor zolfo e premura, e' se la prendon poi senza misura.
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Quel buona lana Ansuigi attendeva: era alle ventitré l'appuntamento; scoccaron l'ore e mai non si vedeva. Questo petroccol m'ha recato il vento, ed io, senz'altro dir, feci alto leva, ché d'ogni po' di gruccia io mi contento.— Aveva la contessa un prete a lato, che pareva un orsaccio mascherato.
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Fanno i lor convenevol col marchese le dame, i cavalieri e quell'abate, del qual si rise, ed era d'un paese dove soffronsi in pace le risate. Passarono alle offese e alle difese; poscia dentro alle camere parate. Terigi a non veder Marfisa langue. In questo giungon due dame del sangue.