93
Cert'inni infami d'uno stile impuro, che tenean per sublimi e lor diletti, a Venere, a Priápo, ad Epicuro; certe lorde canzon, certi sonetti da far entrare in succhio un tronco, un muro, recitavan que' dotti giovinetti; e le spregiudicate in ratto e in gloria studiavan appararli alla memoria.
94
Tebaldo, cavaliere di Provenza, c'ha per entrata il titol di marchese, ridotto industre dalla sua indigenza, serviva dieci dame del paese, ed era condottiere in diligenza di tutte per un scudo l'una al mese. Accordava con esse i punti e l'ore, per esser puntual con le signore.
95
Aveano i punti e l'ore stabiliti l'un dall'altro uno spazio conveniente, perché Tebaldo er'uomo de' puliti, né trasgredisce al patto di servente. Giá i suoi dieci viaggi avea finiti, condotte le servite diligente; ma, pel correr qua e lá, giú per il mento gli grondava il sudor sul pavimento.
96
Buon per lui che giravano staffieri con cioccolata della piú squisita, e biscottelli rossi, verdi e neri, da ristorargli l'anima sfinita. Con lodi sterminate a' credenzieri, il buon Tebaldo esercita le dita, né lascia le saccocce inoperose, per fare il liberal colle virtuose.
97
Ardemia, nel buon gusto raffinata, massime nel dar bella educazione, una sua figlia avea seco menata per far stupire la ricreazione. Quella agli ott'anni appena era arrivata, ma a sé fa volger tutte le persone, perc'ha un vestito di mirabil taglio: fa risolini e scherzi col ventaglio.