98

La madre precettori le ha tenuti: una quondam leggiadra danzatrice; un mastro di cappella, che la aiuti a imparar ciò che lice e che non lice, e a far svenire i maschi sugli acuti e in sui bemolli a un passaggio felice; ed un maestro di lingue straniere, perch'ella fosse un'arca di sapere.

99

Fa passi misurati e pettoruta cinguetta a chi dianzi se le para: con occhio seduttore ognun saluta, quella moral seguendo ch'ella impara. Di ott'anni è civettina divenuta: si udia suonar per tutto:—Oh cara! oh cara!— onde Ardemia si gonfia e va superba della sua figliuoletta Frine in erba.

100

Giunsero dei visetti femminini tardi, senza serventi né mariti, benedetti dicendo i libriccini che i pregiudizi hanno da noi sbanditi. Eran donne con passi mascolini, che gli antichi riguardi avean smarriti: venian sole, ma fiacche e riscaldate; il diavolo sapea dov'eran state.

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Eran le stanze tutte quante piene: piú non sapea Terigi dove attendere: per gl'inchin riscaldate avea le rene, e non ha piú ceremonie da spendere. In gran faccende è don Gualtier dabbene, che avea le cere tutte fatte accendere; ed è per tutto, e grida che si smoccoli e si raccolga il gocciolar de' moccoli.

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Era una bella cosa il cappellano, in cappel largo ed in veste talare, che venía, de' staffieri capitano, le tazze de' gelati accompagnare; e va diritto gridando:—Fa' piano, ché tu potresti il vassoio versare. S'io non ci fossi, credo che fareste i gran marroni: oh che teste! oh che teste!—