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Le cose tutte andavano a pennello per l'attenzion del prete don Gualtieri, che in veste lunga e col suo gran cappello provvede agli orinali e a' candelieri. Finito avea di perdere il cervello quasi Terigi e par che si disperi; ch'ogni vecchia, ogni storpia in sala arriva, né sa se la Marfisa è morta o viva.

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Ognun assalta, a ognun chiede, ognun secca, e vuol per forza che l'abbia veduta. Talor borbotta e batte l'anche, e pecca nel pensare al perché non sia venuta. Lacchè spedisce, e rintuzza, e rimbecca ch'ogni risposta è tarda e oscura suta, perché Rugger come un matto ha risposto: —Ella verrá, se Dio l'avrá disposto.—

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Non è da dir se Terigi s'affanna. Con don Gualtier si chiudeva a consiglio. —Che di' tu, prete?—dicea sulla scranna. Risponde il prete:—Assai mi maraviglio. O ella vuol tenervi per la canna; vi sarete scoperto un gran coniglio: o qualche sgarbo usato le averete, perché talor molto civil non siete.—

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Disse Terigi:—Gualtier, no, perdio, sempre dell'«illustrissima» le ho dato, e sono stato attento. Gesú mio, voi sapete in qual modo ho pur trattato!— E cominciava di lagrime un rio, e a fare un ceffo molto difformato. Don Gualtier lo consola e lo conforta, dicendo:—Ella fia forse in sulla porta.

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Usciam di qua, tenete sodo il viso, perocché noi farem la scena grande; statevi ritto, talor fate un riso, fingete il dilleggino alle dimande.— Piacque al marchese del prete l'avviso: rasciuga il pianto da tutte le bande; ma gli occhi tondi aveva tanto rossi e gonfi che parevano percossi,