8
Giunta a Gano, dimanda il forestiere, e il vigliettino gli metteva in mano. —Per l'amor di Maria—dicea,—messere, venite via, se siete buon cristiano.— Filinor lesse ed ebbe un gran piacere, e disse:—Io vengo;—e prima volle a Gano la carta e l'avventura far palese, per non disalvear dal Maganzese.
9
Ganellon traditor (che in suo segreto era peggior del vaso di Pandora, ed a' scandali sempre andava dreto, come la gatta al lardo ch'assapora) Ruggero odiava, e avea posto divieto a matrimoni di Marfisa ancora. Vide che in Filinoro gli ritorna occasion da tirar fuor le corna.
10
E disse:—Figlio, questa illustre dama sorella di Rugger, detta Marfisa, vien maritata a un uom di poca fama, a un gabelliere, a un marchese da risa. L'avarizia «prudenza» oggi si chiama, e maritaggi forma di tal guisa; però se tu potessi farla tua, opreresti de' beni a un tratto dua.
11
Non dir ch'io t'abbia consigliato a questo; ma corri giostra e tenta la fortuna. Il fin di matrimonio è oggetto onesto; rimorso io non mi sento in parte alcuna. Nella tua concorrenza sia ben desto ch'ella può tutto ed è molto opportuna: però se memoriali a lei darai, trenta pallotte certe conterai.—
12
Filinor, che c'è dato, non dimanda: verso Marfisa con Ipalca trotta. Ma tra l'andar dall'una all'altra banda, e il pigolar per via della marmotta, e il consigliar e il chieder:—Chi ti manda?— e mille brighe che accadon talotta; tre ore eran di notte, e ancor non era giunto il putto, e Marfisa si dispera.