Forse per la considerevole diversità di livello tra il lago di Pusiano e quello d'Isella e d'Annone, e da questi al lago di Lecco, ove ha fine l'emissario dei due ultimi, alcuni moderni scrittori[17] sembran credere, che l'Eupili fosse formato dalle acque dei soli laghetti di Pusiano e d'Alserio in cui entrasse ed indi n'uscisse il Lambro. Il lago di Pusiano, come risulta dalle livellazioni praticate è più alto di metri 55,60 del lago di Lecco presso Malgrate, ed è superiore di metri 35,60 a quello d'Isella; onde quest'ultimo è più alto circa metri 20 del pelo del detto lago di Lecco ambi in istato ordinario.

L'unione dei laghi di Pusiano e d'Alserio che hanno, come abbiamo detto, uno stesso livello, od almeno non è più alto il secondo che di 500 millimetri[18], accadde più volte a nostri giorni, e ne fummo testimonj di vista; lo stesso deve essere avvenuto e per lunghi intervalli nel corso de' secoli, in modo da farli credere un solo, attesa anche la poca distanza che vi ha fra l'uno e l'altro. L'Alciati disse: Il Lambro esce dal lago, che Plinio chiama Eupili, non traendo seco una notabile quantità di acque, se non si aumenti, come suole di frequente accadere, per lo sciogliersi delle nevi[19]. Se noi riferiamo questa asserzione ai soli laghi di Pusiano e d'Alserio ne esce un concetto distinto, altrimenti non sappiamo che abbia voluto dirci questo grave autore, e che abbia egli voluto intendere pel lago Eupili. Bisogna adunque dire, che al tempo, in cui scriveva fossero tra loro uniti que' due laghi, e che abbia propriamente creduto, che da que' soli constasse l'Eupili. Ma questo non avrebbe avuta un'estensione bastevole per essere posto da Plinio fra quelli ragguardevoli della decima regione d'Italia. L'accennata differenza di livello è certo un'obice riflessibile all'opinione, che cerchiamo d'illustrare, ma se oltre tutto quanto fu detto sopra in prova dell'esistenza un tempo d'una maggiore quantità di acque in que' dintorni noi con plausibili congetture ed osservazioni, con alcuni fatti pur anche mostreremo assolutamente, che maggior quantità di acque eravi all'intorno di tutti quattro que' laghetti, converrà pur dire che son d'essi gli avanzi dell'Eupili, e che a ragione Plinio lo pose per la sua estensione tra i laghi più ragguardevoli. Non oseremo asserire però, che fossero nel primo secolo dell'era volgare intieramente uniti questi vasti serbatoj d'acque, come possono esserlo stato un tempo, mentre con facilità si saranno abbassate nel corso de' secoli a poco a poco le acque. Vogliamo però tener per certo, che a tutte venisse dato il nome di Eupili, e che si considerassero un lago solo, trovandosi se non altro fra le altre comunicazioni più ampia d'assai quella dei due di Pusiano e d'Isella col mezzo del fiume Pescone.

E come una maggiore quantità di acque potesse pur esservi in que' siti, malgrado l'emissario per la Valle Madrera nel lago di Lecco, lo vedemmo nell'ottobre dell'anno 1801 in cui v'ebbero grandissime inondazioni. Non solo allora si riunirono i due di Pusiano e d'Alserio, ma poco mancò, che quelli pure d'Isella e d'Annone non venissero a formarne un solo con quello di Pusiano. Pressochè del tutto coperta era quella lingua di terra, che divide i laghi d'Isella e d'Annone ed un vero lago presentavano le brughiere denominate i pascoli di Bosisio, di Molteno, ec. Un'immagine allora si ebbe dell'antico Eupili; ed è ovvio il riflesso, che di tanto per le lunghe e dirotte pioggie, che v'ebbero in quell'autunno, si era alzato il lago di Lecco da rendere difficile lo scarico delle acque di quello d'Annone. Ma una straordinaria inondazione non è certo bastevole argomento per l'assunto nostro. Comprovata l'esistenza un tempo di questa maggiore quantità di acque, esporremo da poi, nell'investigare la causa della diminuzione delle medesime, alcune ipotesi che sembran dar ragione come ciò fosse malgrado questa notabile differenza di livello.

Osservando i dintorni di tutti questi laghetti nulla si presenta, che mostri fisicamente impossibile, poter già i medesimi formar parte del fondo di un esteso lago. Scorrendo questo suolo incontriamo bene spesso degli avvallamenti che ci manifestano la dimora delle acque in età anche non di molto rimote: riguardandolo poi dalle circonvicine alture, pare a non dubitarne di vedere il letto di un esteso lago, a cui essendo mancata l'acqua, solo tanto ne rimase da riempirne i luoghi più profondi del letto stesso. Nè noi intendiamo qui di parlare di quella estensione di acque, che unite al Lario tutta per avventura coprisse quella parte dell'alta Brianza, che trovasi circoscritta dai monti della Valassina e da una catena di colline, che si stendono dal lato opposto quasi in giro, e che vanno ad attaccarsi ai monti verso Como a ponente e verso Lecco a mattino, ma bensì intendiam solo di parlare di que' bassi fondi, che non molto distano dai laghi, ed ove ha fine il declivio di quegli amenissimi poggi e di quelle ridenti colline. Non vi sono tra questi laghi nè valli, che essendo necessariamente emissarj renderebbero improbabile l'esistenza di un solo, nè colline, che li dividano. Avvi un'eminenza di mezzo tra quello di Pusiano e d'Isella, ma è ad osservarsi, che per un buon tratto di terreno potevan essi tra loro comunicare; essendovi in questo, non meno che altrove dei luoghi bassi, ed in cui bene spesso vi stagnano delle acque, ed in ispecie per le pioggie autunnali. E non vorremo poi dare all'Eupili delle ineguaglianze nel suolo, de' scoglj, delle sinuosità? Giova l'osservare che alcune volte meno lontana si rende la comunicazione dei due laghi poco lungi dall'accennata eminenza, alzandosi le acque per modo, che volendo andar da Lecco a Como fa d'uopo prendere più alto cammino.

Al mezzodì specialmente del lago di Pusiano s'incontrano estese brughiere, le quali trovandosi al livello del lago vengono innondate, od almeno si rendono paludose, tostochè il medesimo si alza, e l'acqua in molti luoghi vi si ferma per qualche tempo nelle grandi pioggie, e viene a formare una specie di lacuna. Nel 1747 è stata pronunciata una sentenza dal Senato di Milano a favore dei signori Carpani contro coloro, che nelle escrescenze delle acque avevano pescato ne' prati confinanti al lago di Pusiano, riputandosi leso il diritto della proprietà della pesca[20]. Noi vedemmo più di una volta formarsi come una specie di lago anche nei così detti Pascoli d'Annone, che sono parte delle accennate brughiere. Il sig. Don Giuseppe Barretta primo tra coloro, che sul finire dello scorso secolo vennero ad apprestare utili osservazioni e notizie per questa disamina, quantunque sembri, che abbia ignorato quanto avevano detto Plinio, il Calchi e Paolo Giovio intorno a questi laghi, in una Memoria, che ha per titolo Storia e Coltivazione della brughiera paludosa di Sirone, piccola terra nelle vicinanze del lago di Pusiano, accenna il ricordarsi i vecchi abitatori del paese, che in tempo di loro fanciullezza que' Pascoli erano soventi volte inondati dalle acque[21]. Ciò viene pur comprovato dall'esistere nei medesimi della torba, come osservò anche lo stesso Baretta. Circa il 1780 scoprissi una torbiera, che poco dopo fu riconosciuta dal cavaliere Ermenegildo Pino per la estensione di 950 pertiche[22], e da pochi anni altre se ne rinvennero nei dintorni di tutti quei laghi di una estensione considerevole, e propriamente nei limitrofi territori di Monguzzo, Alserio, ec.[23]. E come la torba si va formando ove concorrano, e vi stagnano le acque per difetto di scolo, possiamo congetturare, che in molti altri siti all'intorno di quei laghetti trovar se ne debba, poichè ben molti altri luoghi di quelle vicinanze, come abbiam veduto, vengono pressochè annualmente innondati. Persuasi, che il lago Eupili fosse di maggior estensione, si potrebbe qua e là ricercarla con fiducia, dovendosi credere, che da secoli siasi già formato quel misto turfivo che va sempre poi aumentandosi. E qualunque esser possa l'utilità, e l'uso tra noi della torba, non è egli sempre lodevole cosa il riconoscere sin dove si estendono le produzioni del nostro suolo?

L'Abbate Amoretti disse esservi molti indizj, senza però accennarli, della esistenza in quel terreno di un ampio lago; e sembra doversi credere, che li abbia desunti da osservazioni geologiche e geognostiche[24]. Il sig. Breislak pria credette probabile questa estensione dell'Eupili, ed indi ne ha forse tali prove riscontrate, che non dubitò di asserire, parlando de' luoghi del Milanese ove esiste della torba «e nel catino dell'antico Eupili di Plinio, i residui del quale sono i laghi di Pusiano, e d'Annone»[25]. Non è a tacersi, come sembra di riconoscersi delle scogliere lungi non molto dalle sponde di taluno di questi laghetti. L'esistere in tutti e quattro le stesse specie di pesci, non sarebbe ad addursi, come un indizio dell'origine comune.

In appoggio dell'opinione, di cui facciam discorso, si potrebbe anche riportare quanto ne scrisse Bonaventura Castiglioni. Quest'autore s'induce a credere col di lui fratello Giovanni Antonio, che il lago di Pusiano fosse già una lacuna[26]. Ma come si approfondì di tanto?... Non venne egli in sostanza a dire, se non che ritiratesi le acque, le quali all'intorno di quel lago venivano a formare quasi un'estesa palude, rimasero determinati i confini del medesimo? Egli di certo, scrivendo verso la metà del XVI secolo, non ha fatto se non registrare un'oscura tradizione, che serve in certo modo al nostro scopo, e di cui si può dare una spiegazione plausibile dietro le cose sin qui esposte. Il bibliotecario dell'Ambrosiana Sormanni in un'operetta stampata l'anno 1728[27], non avuto riguardo allo stato del lago a' suoi tempi, ma appoggiato solo, bisogna credere, a tradizioni o cronache, che non ci fu dato di poter consultare, paragonò i seni del lago di Lugano a quelli del lago di Pusiano dicendo «empie lo spazio di venticinque miglia oltre molti seni, che diffonde uguali al piccol lago di Pusiano pur da geografi latini notato col nome d'Eupili». Par dunque che vi sia stato un tempo, in cui i laghetti attigui a quello di Pusiano per maggiore quantità di acque tra loro si considerassero seni di esso. Così altri credettero, che il laguccio di Montorfano, che sta lungi poche miglia dal piano d'Erba, fosse l'Eupili rammentato da Plinio[28], e non mancò chi Eupili disse quello di Monguzzo ossia d'Alserio. Con ciò se non altro manifestarono un'antica opinione, che le acque di que' piccoli laghi fossero parte dell'Eupili, non curandosi dell'estensione, che in epoche diverse può quest'ultimo aver avuto. Vedemmo (pag. 10) che pure il Calchi enumera il lago di Montorfano in un con quello di Pusiano, e gli altri vicini. Noi siamo talora ingrati verso de' nostri predecessori! Essi ci narrarono soventi volte colla massima buona fede quanto viddero, quanto seppero, quanto congetturarono, quanto credettero vero, e noi ignari per avventura de' costumi, del vero valore de' segni, con cui esprimevano le loro idee, ignari dello stato della loro coltura, dello stadio delle scienze e delle arti, ben lungi dal trar profitto dei loro scritti collocandosi per dir così possibilmente nella situazione, in cui eglino si trovavano, osiamo invece bene spesso non curarli, se pur non li tacciamo di creduli, di favolosi, d'innetti. Possiam lusingarci, che non saranno vendicati!....

Vi sono quattro terre alle prime falde dei monti della Valassina col nome di Civate, di Suello, di Scisana e di Borima per tal modo ubicate, che se non poteva a queste e specialmente alle tre prime accostarsi l'Eupili, doveva però essere d'assai meno lontano, e così scorgiamo una ragione perchè siano state fondate in situazione, che dir ben si può incomoda, lungi dalla strada che passa in vicinanza dei laghetti e lungi dai medesimi. Pare che i primi abitatori del suolo ove sorgono quelle terre (non atto d'altra parte per natura ad una valida e comoda difesa) dovessero essere invitati a porre i loro casolari, presso alle acque. Nè si direbbe, che ciò abbian fatto per evitare le inondazioni, poichè di troppo sono elevate quelle terre dalla sponda dei laghi. Se le acque dei due laghetti d'Annone e d'Isella si alzano talora per modo, come abbiamo detto, che volendo andare da Lecco a Como fa d'uopo prendere più alto cammino, questo innalzamento non è già cosa riflessibile per rapporto all'altezza delle quattro terre, che abbiamo nominate. È qui d'altronde a dirsi, che ancora a giorni nostri scorgonsi avanzi non ignobili di un'antica strada che attraversava per quelle terre, e che prolungandosi questi avanzi dall'uno all'altro lato oltre il confin dei laghi, mostran ad evidenza, come già si trascorresse più in alto lungo di essi. L'esistenza di quel cammino rimonta di certo ad un'epoca lontana, e per avventura serviva ad un transito ragguardevole. Nè infatti noi sapremmo con qual fondamento si potesse rivocare in dubbio, che quegli non siano gli avanzi della strada da Bergamo a Como, che vediamo segnata nelle tavole Peutingeriane, e da Como poi a Chiavenna, e di là al passo delle alpi retiche[29]. Molte osservazioni potrebbero ciò confermare non ancora per quanto noi sappiamo da alcuno avvertite, se ciò troppo lungi non ci traesse dal nostro argomento. Non meno di questa strada servir doveva per recarsi alle alpi il lago Eupili, e la interpretazione di questo nome per passaggio alle alpi, che alcuni, come abbiamo accennato, ci hanno data ritenendola un greco vocabolo, potrebbe aver solo in questo senso qualche fondamento, poichè le greche voci Εὖ Πύλη, non possono altro significare se non agevole porta, ingresso, o cosa simile. Fra gli abitati, che sorsero lungo di questo lago, uno può aver avuto per eccellenza il nome del lago, o del transito, a cui quella strada serviva, ed aver così dato origine a quello della terra di Pusiano, che esser può facilmente una corruzione da Eupili la voce Eupisiliano. In alcune pergamene relative a quella terra scritte al principio del XIV secolo si legge de loco Puxiliano[30]. Forse perchè nativo di quell'abitato vediamo uno dei primi vescovi di Como col nome di Eupilio[31]; e così pure dal nome di questo lago, che forse sino da primi secoli dell'era cristiana non dicevasi soltanto Eupili ha tratto il nome quel Pussienus, di cui si legge nella terra di Alzate, che è poche miglia lungi, la seguente iscrizione:

MINERVAE
L INVENTIVS PVSSIENVS
V S L M

E di questo stesso abitato intese forse di parlare il Corio od era accennato nelle cronache, da cui egli trasse le confuse notizie, che ci dà parlando de' secoli remoti, allorchè disse «Ed in questo circuito (degli Insubri) glie uno loco non ignobile da Plinio appellato Eupolis: cioè civita bona la quale manda il Lambro[32].» Ed il nome di Eupili, presso gli scrittori, e quello di Pusiano nell'uso comune, sarebbe rimasto dopo la diminuzione delle acque a quello solo de' nostri laghetti che è più esteso.