Maria trasalì, divenne pallida.
—Di me? Forse s'inganna…
—Credo di no. Quel giovane si chiama Gabriele Terzi e si dice vostro amante,—esclamò la contessina con accento ironico, mordente, perchè il dolore la rendeva quasi cattiva.
Maria alzò con alterezza il capo: il suo sembiante parve irradiato da una sublime fede…
—Gabriele non è mio amante, ma il mio sposo—proruppe con una specie d'impeto.—Fra pochi giorni dobbiamo essere uniti ed egli ha rinunziato per me ad una fanciulla ricchissima, che non amava.
Adriana dovette fare uno sforzo sopra sè stessa per non mostrare la sua straziante emozione; ma il sorriso che dischiuse le sue labbra, apparve un'orribile smorfia.
—Vi disse anche il nome di quella fanciulla?—chiese a denti stretti.
—Che m'importava saperlo, dal momento che ero sicura del cuore di
Gabriele?
—Ah! sì tenetevelo caro il suo cuore—replicò la contessina con tale inflessione di voce, che fece trasalire la guantaia—soltanto pregate il vostro sposo di essere più prudente e non parlare con tanta leggerezza di voi cogli amici.
Poi, colla massima disinvoltura: