—Siamo intese, mia cara, tengo i guanti per me: la mia cameriera passerà a pagarli.
Senza dare alla giovine il tempo di rispondere, suonò il campanello ed alzata una portiera scomparve. Rientrò nel suo spogliatoio profondamente accasciata e lasciatasi cadere su di un divano, nascose il viso sconvolto in un guanciale di velluto ricamato e pianse, pianse lungamente, mormorando fra i singhiozzi:
—Oh!… infame, infame… ed io che l'amavo tanto.
Una mano che si posò sopra il biondo suo capo, la fece trasalire, alzare di botto… Era suo padre pallidissimo, commosso…
—Ebbene Adriana, avevo ragione?
—Sì, papa, sì… perdono…
Gli si gettò nelle braccia singhiozzando, nascose sul petto di lui, il viso scolorito…
—Non piangere così: colui non merita le tue lacrime, ma il tuo disprezzo.
Ella si scosse, un vivo rossore le salì alla fronte: gli occhi ridivennero asciutti.
—Hai ragione, non voglio pensarci più—disse alzando risoluta il capo.—E puoi avvertire Diego che accetto la sua mano.