Al conte Patta doveva la vita, ed ella aveva salvata la sua; ma sentiva che giammai avrebbe potuto amarlo…

Pensava invece con strazio a quella madre, che egli aveva abbandonata in preda al furore popolare. Forse quella sventurata, sebbene coperta di ferite, era giunta a porla in salvo presso la casa della generosa popolana, ed era quindi fuggita, per andare a morire altrove, onde non scoprissero che quella creaturina era sua figlia, la risparmiassero.

Lacrime ardenti scorrevano sulle guancie di Maria, di quelle lacrime che anzichè riuscire di sollievo, dilaniano il cuore.

Intanto nella sala si era ristabilita la calma. Si seppe che il conte rinvenuto quasi subito, aveva detto essere stato preso da un senso di soffocamento per il troppo calore e sebbene si sentisse meglio, non si trovava più disposto ad assistere all'udienza ed era ritornato al proprio palazzo.

Annetta potè riprendere la sua narrazione; ma ormai si era così affaticata, che le parole uscivano a stento, mozze dalle sue labbra, e potè appena protestare che Maria era innocente, che se aveva commesso il delitto, la colpa era del marchese Diego, il seduttore, l'infame, che l'aveva disonorata; poi si piegò affranta sulla seggiola, mormorando:

—Rendetemela… rendetemela; se Maria viene condannata, che io lo sia con lei: la sua separazione è la mia morte.

L'udienza fu per quel giorno terminata. All'indomani, la folla aumentò ancora. Si trattava di sentire la requisitoria del Pubblico Ministero, la difesa ed il verdetto. La sorte fu favorevole all'accusata: il Pubblico Ministero si mostrò assai indulgente, mite per lei; l'avvocato la difese con tanto calore, che persino i giurati avevano le lacrime agli occhi. Onde allorchè ritornati dalla Camera di deliberazione, il Capo di essi, pronunziò con voce vibrata:

—No: l'accusata non è colpevole…

Si udì nella sala un lungo mormorio di approvazione, che scoppiò in un applauso fragoroso, allorchè riapparve Maria…

Questa si sosteneva a stento in piedi: le pareva di soffocare, si sentiva piegare le gambe ed appena il Presidente le ebbe annunciato che era assolta, libera, non potè balbettare una sola parola di ringraziamento, perchè si svenne.