— E l'Armellino, oh come era lieto di quella nostra sentenza!

— Ti ricordi, quando fra le foglioline di timo che avevamo sparse sulla soglia per la minuzzata s'accorse di qualche spiluzzico di reseda che quel briccone del Rosso ci aveva gittato per entro a dinotare l'amore allora segreto, ma di cui egli nella sua malizia aveva già qualche barlume?

— E ci guardava con tanto d'occhi per sapere come fosse venuta fuori; e invece di negare, nella sua ingenuità spiattellava ogni cosa.

— Povero Armellino, e adesso soldato!

— Come soldato? Egli era meco nella nota!

— Soldato ti dico.... Va cambio per disperazione! E nel proferire questa parola Giacomino si alzò indispettito e piantò con impeto la ronca nel tronco d'un'acacia.

In questo mezzo avevano terminato di disporre ogni cosa, e i panieri erano già pieni di mazzolini e di ghirlande. Alcuni avvicinati rivedevano il lavoro e andavano notando:

— Questo per la Peppa, l'altro per l'Annina; quando uno osservò:

— E per la Menicuccia che cosa le avete apparecchiato?

— Chi è questa Menicuccia?