— Vi ha fatto paura il mare?
— Eh! reverendissimo, non so mica se possa far buon bevere il trovarsi lì in quel brodo in una cuna mal connessa a due sole dita da Patrasso.... E serio serio narrava d'una brutta avventura di cui diceva d'essere stato egli stesso testimonio, e in mezzo all'incredulo sghignazzare degli ascoltanti asseverava:
— Ma se li ho veduti io, padre madre e un loro bimbo; e il mariuolo che li guidava, quando vide imbrogliato l'affare, gettò il remo; e dato un salto nell'acqua, via come un ranocchio si è salvato, e quelle tre povere creature avevano un bel gridare misericordia e tirar giù santi e sacramenti: la barcuccia, dopo aver un poco girandolato come una trottola, ha fatto un buco nell'acqua, che si è tosto rimarginato, e giù in fondo, e nessuno li ha mai più veduti.
— Vi sarà sembrato, compare.
— Eh signore!... È stato lei a Venezia?
— Ma sì, caro compare, più volte, e non mi è mai toccato di vedere nessuna disgrazia.
— Basta.... e lungo la laguna tutte quelle tante gondoline affondate, che stanno lì ancora col becco in aria...? ne ho contate io un numero infinito di qua e di là, e mi sentivo sudar i piedi ne' zoccoli, e non vedevo l'ora d'esserne fuori. Oh insomma, sono stati i gran matti que' primi che si sono pensati d'andar a fare il loro nido proprio nel bel mezzo dell'acqua!
— Ho capito, disse il Parroco ridendo, quando avete scambiato per tante gondole affondate anche i pali che segnano la via, è inutile più oltre contrastare. Ma parmi, diss'egli rivolgendosi all'agente comunale, che la vostra intenzione era di fare un sopraluogo....
— Signore, diss'egli, l'ordine ricevuto.... Ella peraltro ci ha rassicurati....
— No no, buona gente, fate pure il vostro dovere; qui già messer Valentino m'immagino che non vorrà mica averselo a male. Accompagnateli disopra, compare, diss'egli al povero vecchio, che a queste parole tramortito cercava indarno tanta forza da potersi reggere sulle gambe. Nondimeno si mosse, come per servir loro di guida, fece due o tre scalini e, appoggiatosi al muro, lasciò che gli altri salissero senza di lui. Ivi passò alcuni minuti in sì terribile aspettazione, che potrebbe solo descrivere chi, posato il capo sul ceppo fatale, avesse provato lo spavento dell'imminente ghigliottina. Visitarono a una a una tutte le camerucce, salirono sul granaio; poi di nuovo giù in cucina, in corte, nelle stalle e sul fienile, cercarono ogni angolo, e indarno, che non v'era anima viva. Alcuni ridevano di chi aveva prestato così bonariamente fede alle ciance di madonna Betta; altri erano mortificati d'esser lì venuti a far sì brutta figura: si gettavano la colpa l'un su l'altro; e se li avessi chiesti separatamente, ognuno era venuto per pura curiosità, e in quel momento ti sarebbe stato difficile trovare i caporioni dell'impresa se ne eccettui chi aveva segnato il ricorso. Fecero alla meglio le loro scuse, e partirono, lasciando quella povera famigliuola ancora tramortita e incredula d'un esito così insperato. Ch'era dunque stato di Giovanni? Dal suo nascondiglio egli li aveva veduti venire, aveva spiato ogni loro mossa, e quando s'accorse che la maggior parte già stava in cucina, era corso nella cameruccia di sua sorella, e dalla finestra che metteva sull'orto, col coraggio che in simili circostanze presta il pericolo, spiccò un salto, e poi arrampicatosi a un albero aveva scalato il muricciuolo e giù pel ronco attraverso i seminati dov'era più folto il verde, e in un batter d'occhio trovossi su di un viottolo che mette al villaggio dalla parte del cimitero; e passata la chiesa, nella sua confusione corse a rifugiarsi entro la prima porta che vide aperta, ed era il cortile della canonica. Una giovinetta mingherlina e pallida, ma di gentile aspetto, stava intenta ad innaffiare un quadrettino di terra pulitamente rastellato, netto di sassi e cinto di mirto. V'erano anche alcuni vasi su d'una panca lì dappresso, e certo aveva essa lasciato aperto l'uscio nell'entrare, carica dell'acqua ch'era stata ad attignere al fosso vicino. Giovanni non la ravvisò; ma incoraggiato dalla sua dolce fisonomia, le si prostrò dinanzi, e: — Per carità, gridava, salvatemi! ch'e' mi son dietro. — Adelina depose l'innaffiatoio; corse a chiudere l'uscio, e poi, fisato quel povero giovane: