— Via mattuccio! che pensieri son cotesti? Sapete pure, che quando voi altri siete buoni, io sono sempre contenta. Ed alzatasi, mise ella stessa l'uva nella panierina, aprì la porta dell'orto, ve li condusse e li congedò, accarezzando prima la bionda e ricciuta testolina del vispo Menichetto, e poi quella di Tita, che quando si sentì sul capo la mano di sua madre, alzò la faccia e gliela baciò con trasporto affettuoso. L'Ardemia allora si fece coraggio e si mostrò sull'uscio come in atto di picchiare.
— La Contessa! sclamò la donna meravigliata.
— Sì, mia buona Rosa, son io, diss'ella, che tornando dalla chiesa ho voluto venirvi a trovare. E presa la sedia ch'ella le offeriva, vi si assise con tutta dimestichezza.
— Sai tu, che quando ti ho veduta questa mattina, io mi sono grandemente rimproverata d'aver lasciato passare tanto tempo senza vederci? Siediti qui, Rosa, e discorriamola un poco insieme, perchè una volta noi eravamo grandi amiche....
— Oh! ella mi ha sempre trattata con bontà....
— Di' che ti voleva un gran bene, e che tu pure allora me lo volevi! Dopo ci hanno divise; mi hanno messo in convento, ho vissuto in città, mi sono maritata.... Insomma sono passate tante cose!... E se tu sapessi quanto ho patito! Ma ora non vado più via, sai; mi stabilisco per sempre qui in campagna, e vogliamo rinnovare la nostra antica amicizia. E strinse con affetto la mano alla contadina.
— Ti ricordi, Rosa, quanto correre insieme per i prati di Soleschiano, allorchè si andava a caccia di farfalle? e quei tanti fiori che tu mi portavi?...
— Erano bei tempi quelli! — disse Rosa commossa, abbassando gli occhi e chinando la testa sul petto.
— Io mi ricordo sempre di un nido di capinere che tu avevi scoperto dietro il viale, e che andavamo ogni giorno a visitare godendoci a guardar quei poveri uccellini implumi che ci pigolavano incontro, come se loro avessimo portato l'imbeccata. Ma non gli abbiamo mai toccati! ci faceva compassione la madre, che ci svolazzava dappresso osservandoci e tremando per i suoi piccini. A proposito, e quanti figliuoletti hai tu?
— Ne ho tre.... I tre che avevo meco stamane.