— In quella confusione ho avuto appena tempo di guardarli; ma me li condurrai in casa, non è vero?
— O signora! poichè me lo permette....
— Via, trattiamoci con confidenza, Rosa. Io sono sola al mondo! Ho la disgrazia di non aver figli.... Oh! se tu sapessi come amerei una creaturina che fosse mia.... Ma mi fa piacere l'accarezzare almeno quelli degli altri; quelli degli amici. Compensami un poco, Rosa, e promettimi di condurmi spesso i tuoi.... Rosa, a questa preghiera che le rivelava la fraternità della sventura, dimenticò ogni differenza di condizione, e gettate con impeto le braccia al collo della Contessa si strinsero entrambe in un amplesso, come quando erano fanciulle e si amavano ignare ancora delle umane vicende e delle triste disuguaglianze della sorte.
— Dimmi, e dov'è tuo marito? Chiese la Contessa dopo un momento di pausa.
— Ah...! egli è fuori. — E la Rosa si lasciò andare a un dirotto di pianto.
— Non mi nasconder nulla. Io ho già letto nel tuo cuore. Tu sei infelice! e devi confidarti con me che ti sono amica e sorella. Non sai tu, che s'io non posso asciugarle, voglio almeno divider le tue lagrime? Povera la mia Rosa! dunque egli non ti ama più?... E dov'è andato? Dimmi tutto, che io comprendo il tuo dolore. Ho tanto patito in questo mondo, che purtroppo so per prova che cosa sia voler bene e vederci pagati d'ingratitudine. Rosa non poteva parlare, ma scuotendo il capo accennava che non era già questa la cagione del suo cordoglio. Quando credette d'essere in grado di superarsi, raccolse tutta l'energia di cui era capace, e proferì con voce calma:
— No! non è del suo amore ch'io mi lagno. Ei non ha veruna colpa meco, e ci ama anche troppo. Ma non posso nè devo dirvi di più. Tradirei quel povero disgraziato, e non farei altro che precipitare me stessa e le mie creature!
— Precipitarti? precipitar le tue creature? Che dici mai Rosa? Egli potrebbe dunque cader in mano della giustizia? Egli ha dunque commesso qualche delitto?
— Ah no, buon Dio, che non lo avrà commesso! La Madonna benedetta, che ho tanto pregato a questi giorni, gli avrà tenuto la mano sul capo! È tanto tempo ch'io non inghiotto che lagrime! Possibile, ch'egli voglia farmi morire? — e si torceva le dita quasi fuori di sè stessa.
— Or via, tranquillizzati, e discorriamo insieme. Chi sa ch'io non possa giovarti? Intanto dimmi, dov'è? Sai ch'io ti voglio bene, e di me puoi fidarti come di te stessa. Forse che astretto dal bisogno....