— Buon Dio! mormorò il fattore, purchè non incappiamo nei malandrini!... Di lì a pochi minuti, per la via di Corno venivano altri tre. La Contessa li guardava con grande attenzione. Uno portava una specie di botticella, che dal modo con cui dondolava pareva vuota, e attraversavano il quadrivio dirigendosi dalla parte di San Giovanni.

— O per bacco! È Nardo il nostro sartore, gridò la Contessa. Ehi! Nardo! fatti in qua. Guarda che fortuna a incontrarti qui a quest'ora! Mi faresti un piacere? diss'ella al sartore, che sentendosi chiamare per nome s'aveva cavato il cappello e s'era messo alla portella. Monta a cassetta ed accompagnaci fino a Corno.

— Volentieri, diss'egli.... ma devo....

— Capisco che ti preme d'andare a casa; ma ti scuserò io colla Rosa; e poi noi torniamo indietro subito; e coi cavalli non dubitare che faremo presto.

— Bene, rispose allora Nardo, un momento, tanto che dica una parola ai miei compagni. E andato ai due ch'erano rimasti in disparte, sussurrò loro alquante frasi inintelligibili, e, consegnata ad essi la botticella, tornò verso la carrozza.

— Guarda che gente coraggiosa! gli disse la Contessa. Tra la notte dei morti e tra le fantasie che correvano per la mente al signor Giovanni, io mi era messa in una tale paura, che non ardiva andare nè avanti nè indietro.

— Ma paura di che? ripigliò il sartore. Sono anni che qui in questi dintorni non si sentì mai che sia avvenuto il minimo accidente.

— Ecco una parola da uomo! Ora che vieni anche tu in compagnia, mi sento più tranquilla. Monta dunque vicino al cocchiere, e andiamo, diss'ella. Poi rivolta al signor Giovanni, gli mormorò sotto voce:

— Ricordatevi che a Corno voi dovete cercarmi un foglio di carta da bollo, la quale vi guarderete bene dal trovare....

Giunti al villaggio, il fattore eseguì a puntino l'ordine ricevuto.