— Davvero che è proprio nel paese dove non sanno di esser belle; se se lo credono fin quelle che sono orride!

— Appunto mo per cotesto, vedi, la sua bellezza ha un'attrattiva indescrivibile. La poverina è piuttosto graciletta, scarmolina, di colori delicati, e coll'idee del bello che qui regnano, ella non fu mai giustamente apprezzata; anzi crede in buona coscienza che la natura sia stata avara con lei di questi pregi esteriori, ed è per compensarne il difetto che è dolce ne' modi, aggraziata e modesta. Ella ti parla in un tuono così umile, veste semplicissima, lontana da ogni ostentazione.... Insomma pare che sia sempre in atto di chiederti scusa, se la sua vista non ti produce un senso abbastanza aggradevole; e ciò, a veder mio, aggiunge un gran pregio alla sua reale bellezza.

— Ma sai tu, dottore, che con coteste poetiche descrizioni ci hai grandemente invogliati di vederla?

— Or via additaci questa tua Miutte.

— Questa tua Venere dei campi.

— Questa bella senza pari.

— Questa ninfa rusticana.

— Questo tuo modello arativo-prativo e boschivo: — saltarono su a gridare tutti in un colpo.

— Doveva venire.... diss'egli morsicandosi le labbra.

— Ma a quel che pare, soggiunse un altro, ti ha canzonato.