— Verrebbero tutte a trovarti; ma non vogliono permettere: dicono che il chiacchierare ti fa male.
— E dovrò morire, senza neanche salutarle?
— Ti prego, non dir così..., guarirai!.... Torneremo ancora a far le nostre lunghe passeggiate....
— Mai più, Amalia! cioè, tu sì, ma io anderò sotterra.
— Oh Dio! oh Dio! disse l'orfanella, e nascose tra i cuscini la faccia piena di pianto.
— Non piangere, veh! perchè io sono contenta. Non vedo l'ora d'esser lassù per pregare il Signore a farmi una grazia; ma vorrei prima vedere ed abbracciare tutti i miei cari. Tacque un momento, poi ripigliò:
— Tu, poverina, non hai conosciuto il tuo babbo, e non sai che cosa vogliano dire le sue carezze! E di lì a un altro poco tornò a dire:
— Oh Dio mio! se tu sapessi come il mio mi amava! Egli era buono allora; mi prendeva sulle sue ginocchia, mi addormentava sul suo petto, io era la sua piccola Ginetta, il suo tesoro.... Una volta, Amalia, prima che la mamma si svegliasse, ei venne a vestirmi, e mi menò via con lui ad uccellare sui prati. L'erba era ancora tutta coperta di brina; io aveva freddo, egli mi prese in braccio, mi scaldava le mani col suo alito, mi poneva a sedere sul suo pastrano, e tutti gli uccelletti che cadevano nella rete erano miei. E ogni sera, prima di coricarsi visitava il mio letticciuolo e mi metteva sul guanciale un regaluccio di confetti. Ma poi tutto si è voltato. Ei divenne cattivo, la mamma malinconica.... non mi badavano più! — e tirò il lenzuolo sugli occhi.
— Ma se piangi, disse l'Amalia procurando di scoprirle la faccia, ti farà male. Su via, Reginetta! pensa alla tua mammina; al Signore che a momenti viene a visitarti! Noi lo pregheremo qui insieme tanto tanto, e sta sicura che rivedrai il tuo pappà! Guarda, ieri quando la badessa là dappresso alla porta della cappella parlava colla tua mamma, mi parve di capire ch'ella dicesse che verrà quest'oggi.
— T'inganni, Amalia!