— Tornami, tornami a dire, chè la tua voce mi fa bene qui.... Oh se tu sapessi come io ti desiderava!.... Come mi parvero lunghi questi due anni che non ti ho veduto! Pensavo sempre a te, e la notte ti vedevo in sogno, ma.... il più delle volte malinconico, colla faccia burbera, talchè non ardivo raccontare le parole che mi dicevi, neanche alla mia amica....
— E dov'è questa tua amica? diss'egli per frastornare un discorso che lo toccava troppo sul vivo.
L'Amalia allora si fe' vicina.
— Ella babbo, è dessa. Baciala, ch'è un angelo! Sempre qui, accanto al mio letto. Oh, ella non ha voluto abbandonarmi! Povera Amalia! io non posso compensarti, se non col pregare per te, quando sarò lassù.... E di lì a poco, vedendo suo padre che accarezzava l'orfanella:
— Babbo mio, disse, ti voglio fare una preghiera.
L'Amalia, poverina, non ha babbo nè mamma, non ha nessuno in questo mondo che pensi per lei. Io ieri l'ho detto alla mamma, ed ella mi ha promesso che quand'io più non sarò, terrà lei in mia vece; e tu anche devi promettermi d'essergli padre! La condurrete via con voi altri in campagna: la metterete a dormire nella mia cameretta: la mamma le insegnerà a lavorare, tu a scrivere: ella vi vorrà tanto tanto bene, come ve lo voleva la vostra Ginetta; e io di lassù vi guarderò contenta, e inginocchiata dinanzi al Signore lo pregherò per voi altri, e vi benedirò del bene che farete a lei come se fosse mio. Oh tu non devi dirmi di no! continuò ella serrando le braccia intorno al collo di suo padre, che in quel momento era troppo commosso per poterle rispondere. Quando si fu un poco tranquillato, e che sedutosi sulla sponda del letto lo vide che stava guardandola affettuosamente ed ogni tratto abbassandosi le baciava la fronte,
— Oh sì! disse, stammi sempre accanto! se tu sapessi il bene che mi fanno i tuoi baci! Mi pare di tornare a vivere; d'esser a casa, come una volta!.... Ma una volta c'era anche la mamma con te. Dove sei, mamma? ch'io voglio morire in mezzo a voi due; tra le vostre braccia.... La contessa tutta in lacrime era ancora nel posto dove s'aveva inginocchiato al momento della comunione. Ella aveva sentito venire il marito, l'aveva veduto entrare; un batticuore sempre crescente s'era impossessato di lei, ma come se fosse stata inchiodata, non trovò forza d'alzarsi, e subiva immobile tutta la confusione di quell'istante. La notte vegliata, l'afflizione, le memorie del passato avevano sparso sulla sua faccia un abbattimento e una malinconia, che ne rendevano più toccante la bellezza. Ella accoglieva nella sua anima tremante tutte le parole della fanciulla e si cangiava ogni momento di colore, come la parete su cui salta un raggio di sole riverberato dall'acqua; e quando Reginetta si volse a chiamarla, le lagrime a quattro a quattro le corsero per le gote senza che potesse pensare a nasconderle o ad asciugarle.
— Mamma! Oh mamma!... tornò a gridare dal suo letto la fanciulla. Allora il conte andò a lei e senza guardarla tutto tremante con voce sommessa e rapidissimo proferì:
— Ti prego! rispettiamo questi ultimi momenti. Quando io avrò perduto tutto ciò che rimane del nostro amore, giuro che partirò tosto e non ti disturberò mai più con la mia presenza.
— Oh! allora.... diss'ella, io non uscirò più di qui! e a forza di piangere e di patire Dio forse mi perdonerà....