— Mainò, mio bel signore, e spero di non beverne neanche altra. Venendo giù dal monte abbiam veduto qui tanta gente, e c'è venuta la curiosità di sapere anche noi che delizia vi fosse.
— Eravate dunque voi altre quelle che cantaste quella bella canzoncina?
Esse arrossivano e ridevano.
— Or via, fatecene sentire un'altra! — E tutti le pregavano; ma esse guardando quella numerosa comitiva non si sentivano di servir loro di trastullo, e mossero per andarsene.
— Dunque, e questa villotta?
— Al solo suono dell'acqua Pudia,[1] o signori, non è troppo buon cantare, disse la più maliziosa, e salutando con bel garbo continuarono la loro strada. Anche gli altri pensavano a ritirarsi; si salutarono, e chi per una parte, chi per l'altra s'avviavano alle loro dimore. Il dottore prese la via di Arta, e dava braccio alla madre di Massimina. Giunti al ponticello, s'accorse che la fanciulla era rimasta ultima, e senza riflettere, dopo aver dato mano a passare a più di una di quelle signore, tornò di qua per offrire il suo braccio a lei. Ella vi si appoggiò languidamente, e ristette un minuto come pensierosa a riguardar l'acqua che a gran gorgogli e rapida come il fulmine passava sotto il debole ponticello e faceva traballare le uniche due travi che lo costituivano. A che pensava? Quelle onde concitate e l'una all'altra continuamente succedentisi le rendevano forse immagine della vita? Forse il suo pensiero vagava lungi e ricordavasi di qualche amata persona, o di qualche gioia fuggita come quel rapido torrente? forse per una di quelle bizzarrie che pur sono in natura, compiacevasi, ella così debole e quasi morente, a bilanciarsi sopra il pericolo e da sì fragile riparo a sfidare quell'impeto?
— Vi fa paura, madamigella? le chiese il dottore.
— Oh no! diss'ella con un quieto sorriso. La mia malattia mi ha da gran tempo avvezza a non temere.
Non comprese egli allora tutto il senso di tali parole; e poichè per la prima volta aveva toccato della sua malattia, prese il destro di parlargliene, e l'andava confortando e persuadendo a voler fidarsi ai soccorsi dell'arte, e le narrava di guarigioni ch'egli stesso aveva vedute e di casi assai più disperati del suo. Massimina camminava in silenzio, e pareva come assorta in altri pensieri. Quando furono ad Arta, la madre fece invito ai dottore di entrare; ma egli se ne scusò, e salutati tutti ed affrettando il passo prese la via di Cedarzis.