Ma si ha da questo a indurre che la lettura della Bibbia abbia a diffondersi tra il vulgo?

I Protestanti, per togliere importanza al clero, proclamarono il diritto che ha ciascuno d'interpretarla; e asserirono che essa è facile, accessibile a tutti. E così? Ma tutto fra noi è autorità e tradizione, cominciando dal parlare, col quale riceviamo un'infinità di idee e di giudizj. Persino le verità fondamentali di fisica, di matematica, di giurisprudenza, di medicina pochi le attinsero alle prime sorgenti: e la pluralità non trae la scienza che dalla asserzione altrui. Che sarà poi d'una storia che in poche pagine compendia gli avvenimenti di quattromila anni, che espone l'origine e la destinazione del mondo e dell'uomo, le profezie e il loro adempimento, le costumanze pastorali e lo sfarzo delle reggie, la predica dell'apostolo, la disputa del dottore, le sentenze del savio, l'osanna della vittoria e il gemito della schiavitù? Un libro scritto la più parte in una lingua conosciuta da pochi, fedeli a una religione caduta; in uno stile che va dal più semplice racconto fin alla più sublime lirica; collo spirito di lontanissimi tempi e di civiltà diversissima, con allusioni, idiotismi, sarà egli spiegabile da qualunque lettore?

La verità divina v'è espressa colle forme del pensiero umano, colle condizioni dell'umano linguaggio, e però con tutte le condizioni di questo, coll'arte dello scrivente, le figure, l'iperbole; ora s'annunzia col mistero, ora per allusione e parabola; dirigesi all'immaginazione, al cuore, alla coscienza, non soltanto all'intelletto, a convincere il quale potrebbe dare una formola più precisa.

Quindi la varietà nell'intender le Scritture, e perciò nelle differenti versioni la Bibbia fu alterata, a seconda de' traduttori. La più antica, quella dei Settanta, è avvivata di spirito neoplatonico, e discosta dalla parafrasi caldaica, fatta per tutt'altri lettori. Differisce da entrambe la versione latina, fatta da san Girolamo, e che divenne la base di quella che la Chiesa cattolica adottò poi come vulgata. Lutero la repudiò e fece una versione tedesca pel comodo della nuova Chiesa; gli altri riformatori lo imitarono, sicchè v'ebbe Bibbia calvinista, metodista, sociniana, e via discorrete.

Più variate ancora sono le induzioni de' commentatori. Ogni errore vi trova appoggio; ogni sistema, anche filosofico. Quanti dottori, quanti libri disputarono sul vero senso di alcuni passi! Prendansi due de' principali: «Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue»: e «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa»[378]. Quanto discuterne e fuori e dentro del cattolicismo! or come mai un semplice fedele pretenderà averne raggiunta la vera significazione? Un passo di san Paolo a Timoteo eccita un'infinità di discussioni; e dà fondamento alla moderna quistione intorno alla natura della theopneustia[379]. Quella risposta tanto precisa di Cristo al giovane, Se vuoi entrare alla vita osserva i miei comandamenti[380], Lutero la dichiara non compresa da nessuno, perchè reca impaccio al suo sistema, e porge buon appoggio all'edifizio cattolico. Anzi, chi assicurerà che la Bibbia è ispirata, se non ce lo dica la Chiesa? Lutero stesso parte accettava, parte repudiava del testo sacro. Per esempio, l'epistola di san Giacomo sulle relazioni tra la fede e gli atti del Cristiano contrariava le opinioni sue, ed egli la dichiarò falsa, indegna, straminea; così d'altri libri, che dappoi i suoi seguaci hanno ammessi.

Come dunque trovarvi quella solidità incrollabile ch'è necessaria alla fede? come trarne lume al credere e all'operare? Per la sapiente distribuzione della Scrittura, molti passi di essa non possono intendersi se non confrontati con altri e col complesso; lavoro a cui non possono essere capaci se non menti profondamente esercitate. In un luogo leggiamo, Qui credit in me habet vitam æternam, ma in un altro, Fides sine operibus mortua est. Alcuni possono fin riuscire di scandalo, per esempio il Cantico de' Cantici, o le dispute di san Paolo nella epistola ai Romani sovra il prepuzio e la circoncisione e alcuni de' Proverbj[381].

Per interpretare giusto bisognerebbe sapere tutto, giacchè chi ignorasse una cosa sola può dubitare che il conoscerla modificherebbe l'opinione sua sopra le conosciute. Ora l'ortodosso non sa tutto; ma sa che quel che sa è vero, perchè glielo dice la Chiesa che tutto esaminò[382].

Fu dunque prudenza il non divulgare la Bibbia, quand'anche non sapessimo che tale era pure la sorte di tutti i libri prima che la stampa li moltiplicasse. Divulgata che fu, ognuno v'attinse quel che alla passione sua giovava: Mattia Harlem e Muncer vi trovarono il comunismo; Giovanni de Leida il rimpasto della società; Fox feroci delirj; chi la bigamia, chi l'entusiasmo, chi l'annichilamento, e tutti la fierezza dei mezzi nell'attuare i loro delirj[383]. A fronte ai quali, l'intelligenza, posta tutta sola in presenza della rivelazione biblica, mai non può tenersi sicura, e precipiterà nello scetticismo. Ma la Chiesa destina un interprete, se stessa, o vogliasi dire ispirata continuamente, o vogliasi infallibile custode della primitiva tradizione, che non dimenticò, nè falsò giammai.

Perocchè la Chiesa è anteriore al vangelo, avendola Cristo fondata, e istituito i sacramenti, dato i precetti, fissato la gerarchia, insegnato l'orazione, prima che tutto ciò fosse scritto. E agli apostoli non disse, «Eccovi il libro che dev'essere norma del vostro credere: questo mandate attorno»: bensì «Andate e predicate a tutti». La Chiesa dunque, incarnazione permanente e continuazione dell'Uom Dio, ha certezza immediata de' suoi insegnamenti: e ne' primi Concilj non allegò verun passo scritturale in appoggio delle sue decisioni, giacchè esponeva le verità ricevute immediatamente dalla bocca di Cristo, il quale «sarà con essa fino alla consumazione de' secoli».

V'è di più: non ogni cosa fu scritta nel Testamento; san Giovanni professa aperto essere innumerevoli i fatti che non pose nel suo vangelo: san Paolo ripete nelle epistole d'avere parlato come ad uomini carnali, e sottratto un cibo di cui non erano peranco capaci[384]. V'è dunque una tradizione orale, di cui è parimenti depositaria la Chiesa, e che viepiù le conferma l'autorità di unica interprete de' libri santi.