Male si confonde la lettera della Bibbia, cioè l'involucro, colle verità divine che vi stanno: queste sole importa raggiungere; su queste sole fondansi le convinzioni religiose. Ma se a ciò adopriamo il senso personale, chi ci assicura che la nostra interpretazione sia conforme alla verità? introduciamo in quel libro un pensiero, concepito senza appoggio d'autorità superiore; e così non siamo certi di riposare sulle verità divine. Laonde quei soli che udirono Cristo avrebbero potuto erigere la loro fede su fondamento divino; gli altri divagarono, perfino a dedurre dal libro stesso la negazione della divinità di Cristo.

In realtà la Scrittura è infallibile, ma fallibile l'uomo che la legge, sicchè ha mestieri d'un'autorità che gliene ricavi la verità, e null'altro che la verità. Ora la Chiesa si professa custode del vaso ove fu deposta la dottrina di Cristo, e garante che lo spirito maligno non v'introdusse alcun errore: e colloca la sua autorità suprema nel ministero d'insegnamento, istituito da Cristo, nella parola vivente di Dio, nella promessa ch'e' diede agli apostoli d'essere con loro fino alla consumazione dei tempi, e «Chi ascolta voi ascolta me».

Pertanto l'autorità insegnante della Chiesa s'applica nel conservare perpetuo il senso e lo spirito della viva parola di Dio, e nel mantenerla pura e integra mediante un ajuto soprannaturale. Senza di ciò, la credenza non sarebbe che umana e subjettiva.

Ora l'uomo non apre l'anima se non a ciò ch'è improntato di superiorità; concede il suo assenso al pensiero, non alla forma; e questo pensiero divino è il solo che faccia autorità pel pensiero umano; l'anima vi si tranquilla; e l'autorità e la libertà si riconciliano.

La Chiesa è società governata da provvidenze sopranaturali. Il semplice credente accetta e adora; il pensatore svolge la propria ragione sopra i termini logici prodotti dall'analisi. Ma se in tale sviluppo analitico si trascendono i confini del soprannaturale, ecco rotta l'armonia che stabilisce la reciproca incolumità fra la ragione e la fede. Ripudiamo l'autorità vivente per attenerci unicamente alla Scrittura? Infinito stuolo d'opinioni umane pretendono impiantarsi su questa, quasi a provare che la Scrittura ammette ogni senso, cioè non ne ha veruno. Se ogni fedele può interpretarla a suo modo, bisognerà conchiudere che non è rivelazione divina, giacchè ci lascia in dubbio su quel che contiene, nè arriva a produrre fra' suoi seguaci un'intelligenza comune, durevole, inconcussa; e quindi disordine nell'intelletto, anarchia nella dottrina, dubbio e negazione nel pensiero. Ciò evita il Cattolico, credendo che la Scrittura contenga un senso unico e preciso, e l'ufficio dell'intelletto umano nella Chiesa consista nell'appropriarsi quel senso con sempre maggior precisione e chiarezza, alleando l'argomentare umano colla fede divina. Essenziale alla forza è l'unione; all'unione è necessaria l'unità della dottrina; questa non si conserva che sottomettendo l'individuale giudizio all'autorità, e vero cattolico non è chi non ha prosternata la debole sua ragione davanti l'autorità infallibile.

Il Protestante invece, tolta ogni connessione fra la coscienza del fedele e la direzione del sacerdote, pretende l'interpretazione privata, sia per lume di ragione, sia per ispirazione superna; laonde la religione, ridotta a mera opinione, non ha maggior valore che una scuola filosofica; abbandonata a cieca sentimentalità o ad immaginazione esaltata, oppure alle sottigliezze dell'argomentazione.

Ma o non v'è autorità superna che diriga la libertà degli uomini, o quella si trova nella Chiesa cattolica. E questa autorità non si estende che alle verità annunziate da Gesù Cristo: e non risiede in ciascun vescovo, bensì nel corpo dei vescovi uniti col pontefice.

Ripudieremo la tradizione? Questa sussisteva già nella legge ebraica: viepiù occorreva nella nuova, tanto meno particolareggiata. Fino dai primi anni del cristianesimo gli apostoli si adunarono per decidere intorno all'osservanza delle pratiche mosaiche, cioè intorno a punti, sui quali il Redentore non si era espresso. San Paolo scriveva a Timoteo: «Le cose che hai udite da me come testimonio, confidale a uomini i quali sieno idonei ad insegnarle anche ad altri»[433]. E san Giovanni: «Molte cose avrei a scrivere a voi, ma non l'ho voluto fare con carta e inchiostro, perchè spero venire a voi, e parlarvi faccia a faccia»[434]. Non tutto dunque si scriveva. Anche senza di ciò, come credere al testo sacro se questo non ci fosse trasmesso da un'autorità conservatrice, della cui infallibilità è garante Iddio? Ora quest'infallibilità del testo sacro, e la conservazione sua traverso ai tempi è ammessa anche dai Protestanti, come da noi l'infallibilità della Chiesa. Alla quale noi attribuiamo pure il diritto d'interpretare le sacre carte; e già san Pietro ne ammoniva: «Ponete mente che nessun pronunziato della Scrittura è di privata interpretazione»[435]: e delle epistole di Paolo diceva: «V'ha passi difficili, a intendersi che gl'ignoranti stravolgono, come le altre Scritture, per propria ruina»[436]. E san Paolo aggiungeva: «Fratelli state fermi, e tenete le tradizioni che imparaste sia per le parole, sia per le lettere nostre»[437].

La Chiesa, spiegando le parole apostoliche dovette usarne di differenti. Anzi gli stessi evangelisti non hanno conservato l'identica forma della parola del Salvatore: e uno la riferì a un modo, l'altro all'altro. Viepiù bisognava farlo quando la Chiesa prendea di mira un dato errore, il quale aveva una propria terminologia e tesi proprie, che doveansi ribattere con antitesi convenienti. La dottrina sta invariabile: la forma differisce secondo il transitorio e l'umano.

L'accusa dunque di predicare la dottrina della Chiesa, anzichè quella di Cristo, quasi fra queste due soggetti v'avesse contrarietà, è assurda: giacchè, come il verbo s'è fatto uomo, e l'uomo e Dio in Cristo sono un solo figliuolo di Dio, così la parola divina s'è incorporata nella parola e nella società sensibile della Chiesa, venendo trasmessa e conservata per azione umana: non sono già due parole, ma la parola divina, umanamente promulgata.