Del resto, in quei giorni il papa ed i cardinali erano affatto in arbitrio del Barbarossa, che giunse fin a portarli via: e il suddetto Ottone di Frisinga dice: Mane facto, quia victualia nobis defecerant, assumpto papa et cardinalibus cum triumpho victoriæ læti discessimus (p. 989 dell'edizione del Muratori).
Meglio del Tamburini e d'altre meschinità dei Giansenisti del secolo passato, vedi H. Franke, Arnold von Brescia und seine Zeit. Zurigo 1852.
[66.] Questo fatto è vero? Lo negano i più, quasi un'insolenza, a torto imputata al papa: sì poco conoscono i tempi! lo sostenne il benedettino Fortunato Olmo in un curioso opuscolo: Historia della venuta a Venetia occultamente nel 1177 del papa Alessandro III e della vittoria ottenuta da Sebastiano Ziani doge. 1629. Ripigliò questo assunto Carlo Lodovico Ring nel Saggio storico per illustrare un fatto finora messo in dubbio, della vita di due contemporanei, entrambi aspiranti alla Signoria del mondo (tedesco). Stuttgard 1835.
[67.] Son passi dei documenti raccolti da Huillard Bréolles nella Vie et correspondance de Pierre de la Vigne, avec une étude sur le mouvement reformiste du XIII siècle, Parigi 1865. E per non citare i cattolici, vedasi History of Frederick the second, by T. L. Kington. Londra 1862, 2 vol.
[68.] Col nome di Questioni siciliane furono trovati nella biblioteca di Oxford, e li pubblicò Michele Amari nel Journal Asiatique, 1853, p. 240.
[69.] Semper fuit nostræ voluntatis intentio, clericos cujusque ordinis, præcipue maximos, ad illum statum reducere quales fuerunt in Ecclesia primitiva, apostolicam vitam ducentes et humilitatem dominicam imitantes.
[70.] Brunetto Latini dice di Federico II: «Les cuers ne hacit à autre chose fors que a estre sires et souverains de tout le monde. Il cuidoit bien par lui et par ses filz sousprendre tot l'empire et la terre tote, en tel manière que ele n'issist jamais de leur subjection. Tesoro». L. i.
[71.] Rad. Glaber.
[72.] Landulfi Senioris Historia Mediolani, II, 27. Vedi qui sopra, a pag, 71.
[73.] La confessione di fede dei Valdesi delle valli subalpine del 1120 porta: Fermament tenèn tot quant se contèn en li doze articles del symbolo, lo qual ès dict de gli apostol; tenèn esser heresia tota cosa la qual se discorda e non ès convenient à li doze articles.