[74.] Multa petebant instantia prædicationis auctoritatem sibi confirmari. San Stefano di Borbon ap. Giesler, pag. 510.
[75.] Però in un manoscritto di Cambridge della Nobla leçon, che vorrebbero supporre del 1100, cioè anteriore ad esso Valdo, leggesi:
Que non volìa maudire, ni jurar, ni mentire,
Ni ahountar, ni ancire, ni prenre de l'autrui,
Ni venjar se de li sio ennemie,
Illi disent quel ès Vaudès e degne de meurir.
Giulio Perticari (Dell'amor patrio di Dante, c. XII), dice la Nobla leçon «scoperta non ha guari a Venezia», mentre fin nel 1669 ne dà degli estratti Giovanni Leger.
Nella parola valdese alcuno vorrebbe sentire il tedesco Wald, foresta.
Cataro in greco vuol dire puro, e forse presero tal nome per la pretesa innocente vita. Sant'Agostino già denomina Cataristi i Manichei. De hær. Manich. I Tedeschi chiamano ancora Ketzer gli eretici.
[76.] Fra molt'altre ragioni, diceasi loro: L'uomo vuole ora il bene, ora il male. Se è creatura del Dio benefico, come mai propende al male? se del malefico, come mai opera il bene?