[278.] Fr. Karl Meyer, G. Savonarola aus grossen Theils handschriftlichen Quellen dargestellt. Berlino 1836. Contiene molti atti sconosciuti, e che più tardi furono riprodotti da altri biografi come nuovi.
Rudelbach, H. Savonarola und seine Zeit, aus den Quellen dargestellt. Amburgo 1835. Questi riconosce per profeti della Riforma l'abate Gioachino, santa Brigida, santa Caterina da Siena, ed altri.
[279.] Predica IV, p. 237. Pr. V, p. 246. Pr. XII, p. 373.
[280.] Predica XVI, 443.
[281.] Vorrede über Savonarola's Auslegung des LI psalms.
[282.] Suole dirsi che sol dopo san Carlo e dopo l'istituzione de' cherici regolari si estese l'uso del frequente confessarsi e de' confessionali in chiesa, ecc. Nel processo, frà Girolamo diceva: «Circa a' confessori, io ne mettevo molti in San Marco, confortandoli che confessassino assai: non per intendere da loro le confessioni, perchè non l'avrebbero fatto per la pena grande, et anche per conservarmi la reputatione appresso di loro: perchè, se io li havessi richiesti di simile cosa, mi sarei al tutto scoperto maligno: ma io lo facevo per havere più concorso, et per tenere gli amici nostri confortati all'opera nostra: et anchora perchè fossino più uniti».
[283.] Trattato dell'amor di Gesù Cristo. Firenze 1492.
[284.] Talora disse: «Se un angelo di Dio venisse un giorno a contraddirmi, non gli credete, perchè è Dio medesimo che parlò. Predica 17 febbraio 1497.
E nella Verità profetica leggiamo:
Savonarola. Atqui io son profeta. Poichè ragionevolmente mi sforzi, non senza verecondia e umiltà confesso essermi stato da Dio, per suo dono e non per alcuno mio precedente merito, conferito.