[400.] Lettere di Principi a Principi, vol. III, pag. 16, senza indicazione di nome.

[401.] Vedi Monumenta Vaticana, Num. LXIII, pag. 84. E pag. 89 dove torna più ampiamente su questo punto.

[402.] Monumenta Vaticana, Num. LXVIII.

[403.] 31 agosto 1532, nel vol. V, 224 delle lettere della legazione di Germania nell'Archivio Vaticano.

[404.] Döllinger (La Chiesa e le Chiese), per mostrare ch'è illusione l'attender l'unione de' Cattolici coi Protestanti per mezzo della Scrittura, fa osservare che la disputa fra Luterani e Riformati sulle parole con cui Gesù Cristo istituì l'Eucaristia, dopo infiniti colloquj e migliaja di libri per tre secoli, non ha fatto un passo.

[405.] Al testo di san Paolo sulla efficacia della fede, Lutero aggiunge la parola sola: e scrivendo a Link nel 1550, dice: «Se il papista vuol seccarci per la parola sola, rispondetegli chiaro: Il dottor Martino vuol così, e dice: Papista e asino è tutt'uno. Sic volo, sic jubeo, sit pro ratione voluntas. Mi rincresce di non aver messo anche senz'alcun'opera d'alcuna legge, che esprimerebbe più netto il mio pensiero. Perciò voglio che questa parola rimanga nel mio nuovo Testamento, e dovessero tutti questi asini di papisti impazzirne, non riusciranno a levarla».

[406.] Ad Galatas, V, 6.

[407.] Sessione vi, cap. viii.

[408.] Ibid., cap. vii.

[409.] Homo christianus, etiam volens, non potest perdere salutem suam, quantiscumque peccatis, nisi nolit credere. Nulla enim peccata eum possunt damnare, nisi sola incredulitas. Lutero, De captiv. Babyl.