[410.] Nell'epistola stessa è detto che Gesù Cristo si offre a Dio entrando nel mondo (10,5); che si mette al posto delle vittime che a lui non piacquero (9,24); che continua a comparire per noi davanti a Dio (9,26), e non cessa d'intercedere per noi (7,25); senza che con ciò l'apostolo accusi d'insufficienza l'oblazione sulla croce e l'intercessione fatta morendo.

[411.] Lutheri Opp. ediz. Witenberg. Tom. II, p. 44, T. VII, p. 56.

[412.] L'istituzione de' concistori per autorizzar alla predicazione è in aperta contraddizione colla missione che vien attribuita a ciascun fedele. Fu sancita nella Confessione Augustana, art. XIV, e in conseguenza si dovette imporre alle Chiese d'aver un ministro e di mantenerlo. Ma il popolo non intendeva questa campana, e Lutero se ne lagna spesso, e «Il popolo non vuol offrire niente: la sua ingratitudine è tanto nauseante, che, se la coscienza non mi distogliesse, gli leverei e curati e predicanti, perchè viva da bestia, qual è in fatto».

[413.] Lettera di Daniel Barbaro a Domenico Venier nelle Lettere Vulgari. Venezia 1542, pag. 94. Era egli a Siviglia nel 1522 quando fece ritorno la nave Vittoria, che per la prima avea fatto il giro del globo; e stupivano d'aver perduto un giorno, benchè esatto giornale avessero tenuto. Nessuno sapeva darne ragione, ma il Contarini la spiegò.

[414.] Bibliotheca maxima pontificia. Roma 1698. Ad Paulum III P. M. de potestate pontificis in usu clavium et compositionibus, duæ epistolæ, pag. 179-183 del vol. XIII.

[415.] Su tal punto tenne qualche opinione particolare; non accettò pienamente quella di sant'Agostino, nè che pel peccato originale gli uomini siano riprovati: ed esorta i predicatori a toccare con gran riserbo tali quistioni.

[416.] Il fondamento di tutto ciò è principalmente nella raccolta delle epistole di Reginaldo Polo. Una vita del Contarini per monsignor Lodovico Baccadelli, contemporaneo, fu stampata il 1827 a Venezia.

[417.] Il Contarini scriveva al cardinale Farnese da Ratisbona, 28 aprile 1541: «Quanto al primato del pontefice, l'elettore di Brandeburgo non vi fa una difficoltà al mondo; Imo dice che gli pare necessarissimo, essendo fra cristiani una fede ed una Chiesa» Ep. Reginaldi Poli, tom. III, pag. 254.

[418.] Sua lettera del 19 gennajo 1541 al vescovo Nausea di Vienna, in Doellinger, die Reformation. Ratisbona 1848, tom. II, pag. 49.

[419.] Vedi la sua lettera all'elettore di Sassonia nella raccolta del De Wette, tom. V, pag. 353, 377.