Parve dunque avere questo ottenuto il suo intento, difatto lo scisma, regolata l'obbedienza della Francia, promosse molte riforme, talchè si sciolse il 16 marzo 1517. Ma il cardinale De Vio generale de' Domenicani sentiva il turbine in aria, onde insisteva perchè i prelati non si separassero.
Chi non potrà negare questi fatti ripeterà quella poltrona frase de' nostri giorni, «Troppo tardi».
DISCORSO XIII.
LEONE X. MAGNIFICENZA PROFANA DEL PAPATO.
Al congresso che or dicemmo di Bologna tra Leon X e Francesco I, oltre i consueti omaggi del baciare i piedi, tenere la staffa, condurre a briglia il cavallo del papa, e fin sostenergli lo strascico, il re di Francia stette inginocchiato per terra tutto il tempo della messa, nella quale Leon X amministrò il sacrosanto pane ai francesi gentiluomini di esso. E poichè di questi la folla era soverchia, un uffiziale esclamò: «Santo Padre, giacchè non posso nè confessarmi al vostro orecchio, nè comunicarmi dalle vostre mani, m'accuserò in pubblico d'avere combattuto di tutta possa contro Giulio II». Il re soggiunse di trovarsi nel medesimo caso, scusandosene perchè quel pontefice era il più avverso che mai fosse stato alla loro nazione. Tutti i Francesi gridaronsi colpevoli di altrettanto, e il papa gli assolse tutti.
Quel re cavalleresco, per cui combattevano i cavallereschi Gastone di Foix e Bajardo senza paura e senza rimproveri, avea rese al papa Modena volontariamente, Parma e Piacenza per forza; di modo che il dominio temporale comprendeva le legazioni di Perugia (Umbria), Romagna, Bologna, Spoleto colla marca d'Ancona, e il ducato di Benevento chiuso nel napoletano; insomma le più belle contrade d'Italia dal Po a Terracina; contrade pingui, benchè alcune infette dalla malaria; schermite da attacchi stranieri, arricchite per la produzione dei terreni, delle miniere, dell'allume; pel traffico, principalmente ad Ancona; per l'aurea affluenza di forestieri. Il papa traeva da' suoi Stati non più di diciottomila scudi d'oro, eppure potea levarvi cinquemila pedoni e quattromila cavalli, oltre quelli dovutigli dai vassalli, e dodici galee: e l'autorità, ormai organizzata col reprimere i feudatarj e i tirannelli delle varie città, non sentivasi nè impacciata, nè invisa, perchè lasciava la libera attività ai Comuni.
È ben vero che Alessandro VI, volendo sottomettere i tirannelli della Romagna, avea di ciascun di costoro fatto un nemico, che nel principe della Romagna bestemmiava il capo della Chiesa: poi Giulio II colle superbe pretensioni aveva eccitato e serj e beffardi contrasti: ma impacciavano poco più che le opposizioni de' moderni nostri parlamenti. Inoltre il papa possedeva il Contado Venesino in Provenza e la città di Avignone; i re di Napoli e Sicilia faceangli omaggio della loro corona, ch'egli impediva fosse unita all'impero per non mettere a repentaglio l'indipendenza italiana. Chi potrà poi calcolare il denaro che a Roma proveniva da tutto il mondo per dispense, spogli, riserve, aspettative, annate di benefizj[298], spedizioni di bolle e investiture, elezione di quasi tutti i prelati?
E qual Roma fosse quando stava al vertice della società cristiana colle sue memorie e le sue grandezze; e quasi la seconda patria di tutti, il punto di partenza della storia d'ogni paese, si argomenti dal veder come, anche adesso che rimase indietro dalla civiltà convenzionale d'altre contrade, mostri originalità di costumanze e di caratteri, alterezza nel popolo, dignità fin nel depravamento, e insieme devozione, amor di famiglia, ingenuità; un complesso inesplicabile, per cui un esercito vincitore o la rivoluzione demolitrice s'arrestano davanti alle eterne sue mura. Che doveva essere allora, quando vigeano le idee del medioevo? Sapeasi che da Roma erano partiti i missionarj per conquistare al cristianesimo e alla civiltà tutta Europa e il nuovo mondo; di là i decreti che fransero la schiavitù; di là elemosine per ogni bisogno, rese possibili dal colarvi rendite d'ogni paese.
L'anno santo del 1500 fu celebrato con una pompa, che mai la maggiore; il papa di propria mano smurò la porta santa, dopo che per tre giorni erano sonate a festa tutte le campane: di Francia, di Germania, di Boemia innumerevoli vennero a domandare l'assoluzione dalle censure incorse per avere adottato le eresie degli Ussiti ed altre; per bastare ai devoti che accorreano alla basilica Vaticana dovette aprirsi la via che ancor si chiama Borgonuovo; e il continuato concorso indusse ad allungare il tempo delle indulgenze. Derivano da quella occasione le maggiori solennità che tutt'ora accompagnano quel rito, e la consuetudine di concederlo l'anno seguente a tutto l'orbe cattolico.
Scoprivansi intanto un nuovo varco all'estremo Oriente e l'America e le isole Oceanine; e il primo oro che se ne trasse veniva, quasi primizia della divinità, mandato a Roma che l'adoprava a indorare la soffitta della basilica Liberiana: col secondo viaggio di Cristoforo Colombo spedivasi una colonia di Benedettini, che annunziassero la fede ai popoli nuovi; ben presto Alessandro Giraldini d'Amelia era inviato primo vescovo a San Domingo, e alle popolazioni scoperte facevasi un'intimazione ove, dichiarata la fratellanza delle genti come uscite da un solo ceppo, esponevasi che Dio aveva costituito san Pietro qual capo della stirpe umana, «sottoposto l'intero mondo alla giurisdizione di lui, ordinatogli di piantare sua sede a Roma, e datogli podestà di estendere l'autorità sua su tutte le altre parti del mondo, e governare e giudicare tutti i Cristiani, Ebrei, Mori, Gentili e di qualunque fede; ed è chiamato papa, che vuol dire gran padre, tutore, ammirabile, il che durerà per tutti i secoli de' secoli».
E perchè tra le due nazioni scopritrici potea nascere conflitto sul dove cominciassero i dominj dell'una e finissero quelli dell'altra ne' paesi trovati, fu deferita la gran quistione al papa, ed egli di propria mano sulla mappa tracciò una linea meridiana, assegnando alla Spagna i dominj a ponente, e al Portogallo quelli a levante di essa[299]. Sublime immagine, il pontefice che divide il mondo per impedire la guerra, o che, dietro agli audaci scopritori, agli avidi trafficanti, ai sanguinarj conquistatori invia una milizia inerme che missiona, converte, battezza, incivilisce. E al tempo di Leon X venivano a Roma poveri Domenicani per denunziare al padre de' fedeli i barbari trattamenti che i conquistatori faceano soffrire agli Indiani, reclamando per questi i diritti di fratelli di Cristo.