Il peccato originale fu riconosciuto non con decreto dottrinale, ma condannando chi lo negasse: aggiungendo che, col dirne affetti tutti gli uomini, non comprendeasi la Beata Vergine, per riverenza alla bolla di Sisto IV sull'immacolata concezione di lei, controversa fra Scotisti e Tomisti[207]. Per quel peccato l'uomo perdè la giustizia e santità primitiva; si attirò lo sdegno e la vendetta di Dio; fu degradato d'anima e di corpo, e soggetto alla morte. Sì il peccato, sì le sue conseguenze trasmettonsi alla figliolanza, per modo che nessun uomo può compire verun alto accetto a Dio, nè diventar giusto se non per la mediazione di Gesù Cristo[208]. La libertà è infiacchita, non perduta; laonde le azioni umane non son perfette, ma non tutte son peccaminose. Conservavasi insomma la libertà morale, troppo provata dalla facoltà che ha l'uomo di ingannarsi e di fare il male: l'arbitrio, per cui è libero all'uomo di entrare ne' disegni della redenzione, com'era libero di non uscire dal disegno primitivo della creazione.
Al contrario i Protestanti dicevano che l'uomo è predestinato alla salute o alla perdizione: le parole di libertà, di libero arbitrio non trovarsi nella santa scrittura, ed esser invenzione degli Scolastici; è Dio che opera tutto, il bene come il male; gli uomini nascono col peccato, colla concupiscenza, cioè con avversione positiva alla legge e coll'odio di Dio, senza timore nè fiducia in lui, non possedono più nè intelligenza, nè desiderio del regno di Dio; i peccati attuali non sono che manifestazioni del peccato ereditario.
Secondo i Cattolici, il peccatore vien richiamato alla grazia per pura misericordia divina, in vista dei meriti del Redentore, e per mezzo della rivelazione evangelica: lo Spirito Santo ne risveglia le facoltà assopite, traendolo ad arrendersi all'impulso celeste. Se il peccatore vi ascolta, primo effetto n'è la fede nella parola di Dio, e nell'asserzione che Dio amò il mondo fino a dargli il proprio Unigenito. In quall'abisso di corruzione giaceva il mondo, se non potè esserne tolto che per intervento del Figliuol di Dio! E alla misericordia di questo si volge l'uomo, sperando ne' meriti di esso; e vedendone l'infinita carità, suscita qualche scintilla d'amore, donde abominio al peccato, e pentimento; al quale venuto con libero consenso, rimane giustificato; cioè lo Spirito Santo diffonde nell'anima la grazia santificante e l'amor di Dio; sicchè rinnovellato, il Cristiano produce opere buone e meritorie, e diventa partecipe del regno celeste. Ma della sua giustificazione non acquista certezza, salvo che sia per ispeciale rivelazione.
Cooperano dunque l'uomo e Dio; Iddio sveglia il peccatore, prima che questi possa meritarlo, nè tampoco desiderarlo: ma il peccatore deve corrispondervi liberamente, e allora solo vien rialzato. Lo Spirito Santo non opera in maniera necessitante, ma alla propria onnipotenza mette per limite la libertà dell'uomo, la quale dal peccato originale non rimase distrutta.
Qui (l'andiam ripetendo) consisteva la differenza fondamentale dei Protestanti: professando essi che il peccatore, spaventato di non poter adempiere la legge che ode predicarsi, vi vede però che Gesù Cristo toglie i peccati del mondo, e che la fede giustifica per sè stessa. Abbracciasi dunque ai meriti del Salvatore, in virtù dei quali Iddio dichiara giusto e santo il fedele, sebben nol sia, e sebbene continui a portar la macchia originale, di giunta agli altri peccati. La fede giustificante non rimane sola, ma vi si congiunge la santificazione, manifestandosi colle opere buone. La giustificazione e la santificazione non devono però confondersi, altrimenti non si otterrebbe la certezza della remissione de' peccati e dell'eterna salute. L'opera della rigenerazione appartiene tutta allo Spirito Santo, di modo che ogni gloria ricade su Dio, nulla sull'uomo.
Così i Luterani; Calvino invece pone un intimo nesso fra la giustificazione e la santificazione: e Dio operar solo in quelli che predestinò ab eterno. Posto che il peccato originale abbia distrutte affatto le facoltà dell'uomo, non si fa più luogo a libera cooperazione, nè tampoco a capacità di ricevere l'azione divina. Laonde la giustificazione è un giudizio, col quale Iddio libera l'uomo dalle pene del peccato, non dal peccato stesso: pei Cattolici invece comprende e la remissione del peccato e delle pene dovutegli, e la santificazione mercè l'atto divino giustificante.
I Protestanti ripudiano la distinzione tra fede viva e morta. E credendo che, anche dopo la giustificazione, perdura nell'uomo quell'essenza peccaminosa, non possono ammetter opere grate al Signore. Ben vennero talvolta a dirle necessarie, ma in qual senso io non intenderei.
Dopo discussioni che attestarono quanta varietà d'opinioni corresse su proposito sì capitale[209], il Concilio riconobbe che i nostri peccati ci sono rimessi gratuitamente per la misericordia divina; non sono soltanto coperti, ma cancellati dal sangue di Gesù Cristo; la cui giustizia è non solo imputata, ma attualmente comunicata ai fedeli per opera dello Spirito Santo. Ma poichè pur troppo la carne si ribella allo spirito, perciò la giustizia nostra non è perfetta, e quindi divien necessario il gemito continuo dell'anima pentita.
Quanto al merito delle opere, la vita eterna è una grazia misericordiosamente promessa, e una ricompensa data alle buone azioni, il cui valore proviene dalla grazia santificante. Il libero arbitrio non può dirigerci alla felicità eterna se non mosso dallo Spirito Santo, ma i precetti, le esortazioni, le promesse e le minacce del Vangelo mostrano abbastanza che noi operiamo la salute nostra pel movimento delle nostre volontà, ajutate dalla Grazia. Sebbene (dice il Concilio) le sacre carte stimino tanto le buone opere, e Gesù Cristo prometta che fino un bicchier d'acqua dato a un povero non resterà senza ricompensa; e l'apostolo attesti che un momento di sofferenza in questo mondo produrrà un compenso eterno di gloria: pure il cristiano si guardi dal fidare e glorificarsi in se stesso, anzichè nel Nostro Signore, la cui bontà è sì grande, che vuol che i doni che ad essi fa sien meriti loro[210].
Insomma i peccati ci sono rimessi per pura misericordia e pei meriti di Gesù Cristo: la giustizia, che è in noi per lo Spirito Santo, la dobbiamo a una liberalità gratuita: le buone opere nostre sono altrettanti doni della grazia. Dopo di che Bossuet trova strano che i Protestanti siansi separati da noi per questo punto, tenuto per essenziale su que' primordj, mentre in appresso le persone sensate cessarono di considerarlo per tale[211].