La Chiesa per opere buone intende gli atti morali dell'uomo giustificato in Gesù Cristo, ossia i frutti della volontà corretta, e dell'amore ispirato della fede. Meritorie chiamansi quelle che dalla nostra libertà sono prodotte nella virtù di Gesù Cristo. E quando si dice che il Cristiano deve meritar la vita eterna, s'intende che dee rendersene degno mediante il Salvatore. Vi sono opere buone al di là dei precetti; opere suprarogatorie, che possono ommettersi senza ledere la legge suprema della carità.

Ma quando i Protestanti asserivano l'inutilità delle opere in generale, intendeano in particolare i sacramenti; i quali invece dai nostri sono tenuti per necessarj, e furono prefiniti a sette, giusta l'insegnamento di Pietro Lombardo, appoggiato alla tradizione. Il fine de' sacramenti, a detta dei Protestanti, è di assicurare i fedeli che la colpa fu rimessa, consolarli, e liberarli dal timor della legge: come la circoncisione, sono mere testimonianze dei divini decreti sull'uomo; il battesimo e la cena recano frutto sol in quanto chi li riceve ha fiducia nel perdono de' peccati. Il matrimonio non serve a ciò, nè l'ordine: il battesimo non dovrà riceversi che da chi è capace di comprenderlo: la confermazione non è che una replica del battesimo: all'estrema unzione surrogavasi la cena, per confortare l'uomo, sgomentato dal silenzio eterno di quell'infinito sconosciuto ove sta per cadere. Più repudiavasi la confessione: può essa farsi per domandar consiglio o per sollievo della coscienza, ma l'assoluzione non può venire dal prete, sibbene da Dio. Nella cena dapprincipio ammisero che il corpo e sangue di Gesù Cristo fosse distribuito sotto le specie di pane e vino; ma Carlostadio impugnò la presenza reale, poi con maestria Zuinglio ed Ecolampadio. Anzi Zuinglio voleva i sacramenti mere cerimonie, e non possedere vera fede chi ha bisogno delle loro consolazioni.

Secondo i Cattolici, pei sacramenti comincia la vera giustizia, o perduta si recupera, essendo segni sensibili, istituiti da Dio, con virtù non solo di significare ma di produrre la santità e la giustizia. I simboli dell'antica alleanza non conferivano la virtù giustificante, per cui si congiungesse l'uomo a Dio: bensì lo fanno i sacramenti[212]; opera operata da Dio, sebbene non escluda l'attività umana, richiedendosi la disposizione a riceverla.

Al fatto morale della giustificazione bisogna concorrano il tribunale di Dio e quello dell'uomo. È Dio che rimette col mezzo de' suoi ministri, sol esso potendo cancellare la colpa, e restituire all'anima i diritti alla celeste eredità: ma il perdono non si dà se prima l'uomo non abbia pronunziato contro se stesso il verdetto di colpabilità, riconoscendosi degno di castigo. L'umano dev'essere tribunale di giustizia e di pena: il divino, di misericordia e di grazia, dopo che col pentimento fu mitigato. Se non che la coscienza non condanna propriamente se stessa, ma è semplice testimonio dell'atto giuridico di Dio che si esercita sopra il colpevole: il quale per altro può aderirvi o repugnarvi; restaurare l'ordine coll'espiazione, o perturbarlo col resistere al suo autore.

Nella consacrazione il pane e il vino si trasmutano nel vero sangue e corpo di Gesù Cristo. In conseguenza il nostro essere si trasforma nella unione col Redentore che vive in noi.

Erasi proclamata tal verità quando il nominalismo, panteismo mistico, confondeva Dio coll'uomo, sicchè la Chiesa viemeglio espresse la distinzione, e colla solennità del Corpus Domini celebrò il Cristo veramente esteriore all'uomo, e che all'uomo s'avvicina per sua bontà. Per mera regola disciplinare si partecipò l'eucaristia sotto una sola specie; e il fedele sa che Cristo è tutt'intero sotto entrambe le specie e sotto ciascuna, e la vitale comunione con lui non dipende dalla materialità del sorbir anche un poco di vino[213].

Il Concilio definì il matrimonio essere vero sacramento; la Chiesa aver potuto di propria autorità costituire impedimenti dirimenti, cioè che ne rendano nullo ogni effetto umano e divino; spettare ai giudici ecclesiastici le cause matrimoniali, concernenti il vincolo e la validità dell'atto[214].

È dunque non solo insana ma ribalda la legge, che snatura il sacramento delle anime fino a ridurlo a contratto di corpi: e fa che un sindaco, per semplice autorità municipale, imponga a una fanciulla, educata al pudore e alla gelosia del fior più prezioso, d'abbandonarsi ad un uomo sol perchè così fu civilmente stipulato, in nome della libertà della carne, e senza quella benedizione che rende comandato l'amore e sacra la generazione. Questo, che lo stesso Mirabeau dichiarava il più grande attentato del potere politico contro il potere religioso, avvia alle libere unioni e ai liberi abbandoni. Fortunatamente gli uomini son meno servili che i legislatori; meno della pubblica opinione ascoltano la coscienza, e così temperano nell'applicazione le brutalità dei despoti o i sofismi de' parlamenti.

La Chiesa è istituzione umana e divina ad un tempo. Questa parola nelle Scritture è sempre attribuita a una società visibile: Cristo le promise che non verrà mai meno: e poichè non è visibile che per la professione della verità, uopo è che sempre professi la verità. Ciò implica ch'essa è infallibile, e che niuno può allontanarsi da' suoi insegnamenti[215].

Per esser ammessi nella Chiesa invisibile basta un battesimo spirituale; per vivervi basta un alimento interiore: ma la Chiesa visibile, appunto perchè tale, col battesimo di spirito ne richiede uno materiale; col nutrimento della parola di Gesù Cristo, richiede il nutrimento del corpo di Gesù Cristo, e che il sagrifizio come il sacramento cada sotto i sensi. Il sacrifizio e il sacerdozio son congiunti in ogni legge; ed essendo visibile il sacrifizio nel Nuovo Testamento, tale dev'esser pure il sacerdozio, al quale per divina istituzione sia data podestà di consacrare, offrire, ministrare l'eucaristia, e rimettere o no i peccati. In esso sacerdozio divino, per molti ordini si sale dai minori ai maggiori ministeri; e tra i maggiori son i diaconi e suddiaconi, tra i minori gli accoliti, gli esorcisti, i lettori, gli ostiarj. Nella sacra ordinazione è conferita la grazia: e perciò l'Ordine è uno de' sacramenti, e imprime un carattere indelebile, sicchè è condannato chi dice che gli ordinati possono tornar laici: o che tutti i Cristiani abbiano eguali facoltà spirituali. Nell'ordinazione de' vescovi, sacerdoti ed altri gradi, non occorre il consenso o l'autorità di magistrato secolare, e non son ministri ma ladroni quelli che ascendono ai ministeri ecclesiastici per chiamata o istituzione del popolo e della potestà laica. È data dal Cielo la vocazione al ministero ecclesiastico, al dispensare la parola e i sacramenti: ma deve in terra esser riconosciuta e sanzionata; per operare nel pubblico ministero della Chiesa bisogna esser autorizzati secondo un simbolo, che gli uomini effettuano giusta le disposizioni di Cristo, cioè un sacramento. La visibilità della Chiesa implica un'ordinazione ecclesiastica che, da un vescovo all'altro, da un sacerdote all'altro, risalga fino a Cristo. Per tal legame i vescovi derivano dagli apostoli; ed abbisognando di unità per raccogliere tutti i fedeli in una effettiva convivenza, bisogna abbiano un capo, istituito da Cristo, visibile com'è visibile la Chiesa; e a cui tutti obbediscano, perchè tutti membri d'un corpo stesso.