Ancora la cabala ed altre vanità astrologiche dirigevano le cure de' medici anche meno pregiudicati[389], e l'illustre L'Hôpital cancelliere di Francia, diceva che a Roma dominavano i matematici e gli astrologi[390]. Paolo Taggia, dottissimo modenese, scriveva al Gualdo di Padova: «Il matrimonio continua nella congiunta disgiunzione, tuttochè non cessino le orazioni, i digiuni, le elemosine e gli esorcismi. Questo solo v'è di buono che consta del legame e incanto, sì nel giovane come nella giovane; onde possiamo sperare assai tosto buon fine[391]». Il valente matematico Cavalieri, nella Ruota planetaria pretese rivelar ciò che fanno nelle loro sfere le stelle, e come in bene e in male influiscano; il Borelli dettò una difesa dell'astrologia per Cristina di Svezia; Marcantonio Zimara di Otranto, famoso medico, pubblicò Antrum magico-medicum, in quo arcanorum magico-physicorum, sigillorum, signaturarum et imaginum medicarum, secundum Dei nomina et constellationes astrorum, cum signatura planetarum constitutarum, ut et curationum magneticarum, et characteristicarum ad omnes corporis humani affectus curandos, thesaurus locupletissimus, novus, reconditus etc., con un trattato del conservar la bellezza, e uno del moto perpetuo senz'acqua nè peso.
Il Capecelatro, ch'è de' migliori storici napoletani perchè versato negli impieghi, entrando a descrivere la sollevazione di Masaniello trova che quegli scompigli furono «causati da cattiva influenza di stelle, o pure dall'eclisse del sole, succeduto di mezzogiorno nel segno di leone la precedente estate, il qual segno domina Napoli, predetto da Paolo Cocurullo celebre astrologo, di minacciarle rivoluzione e ruina con suo grave incomodo e danno». Egli stesso avverte che tal sollevazione avvenne nel secolo XVII dopo Cristo, nel XVII anno dopo la famosa peste, nel XVII mese del governo del duca d'Arcos, nel VII anno dopo il 1640, nel VII mese dell'anno, VII giorno del mese, VII giorno della settimana, VII ora del giorno. Durante quella si disse che gli Spagnuoli mandavano streghe ad incantare i posti; la gente arrestò tre vecchie, ad una delle quali mozzò tosto il capo, le altre pose in carcere per essere tormentate; e mandaronsi sacerdoti a esorcizzare que' posti.
Con Caterina De Medici era passato in Francia Cosmo Ruggeri astrologo e mago, che in quella corte acquistò fama per oroscopi, talismani, filtri da ispirar amore o da far morire; e Caterina l'adoprava forse a ciò, probabilmente a spiare. Per accusa di cospirazioni torturato e messo alla galera nel 1574, poi liberato; sotto Enrico IV fu arrestato di nuovo perchè teneva una figura di cera di questo, e la pungeva ogni giorno, ma le istanze di cortigiani e di gran dame fecero sospendere il processo. Pubblicava ogni anno almanacchi; fu fatto abbate di San Malò, e ch'è più strano, storiografo; in morte ricusò le consolazioni religiose, dicendo che non v'ha altri diavoli che i nemici, i quali ci tormentano quaggiù, nè altro Dio che i principi, i quali possono farci del bene; onde il suo cadavere fu trascinato al mondezzajo[392].
Il Concini fiorentino, occhio dritto dell'altra regina di Francia Maria De Medici, ed elevato al grado di maresciallo d'Ancre, fu colla moglie condannato a morte come mago[393]. Essa marescialla nel 1611 avea fatto venir in Francia un Montalto medico ebreo, il quale avea ricusato le offerte fattegli di professare a Bologna, a Messina, a Pisa, e fin di succedere all'insigne Mercuriale. La relazione con costui distolse la marescialla dalle pratiche cristiane: e le furono trovati due libri, uno intitolato Cheinuc, cioè costumanza, specie di catechismo; e l'altro Machazor, specie d'almanacco stampato a Venezia per gli Ebrei spagnuoli. Si provò ch'essa usava esorcismi, oblazioni, sagrifizj secondo il rito giudaico, facendoli notte tempo in chiese di Parigi, donde principalmente udivansi i gridi d'un gallo, oblazione consueta fra gli Ebrei nella festa della riconciliazione. Tutto ciò era provato coi soliti modi.
Non meno convinta fu di arte magica. Si trovò una lettera ove interrogava una certa Isabella, creduta fatucchiera, se per l'arte sua avesse conoscenza di alcuna cosa che riguardasse lei o la sua famiglia. Trovaronsi libri in caratteri strani, e una scatola con cinque tondi di velluto, i quali si sa adoprarsi per aver efficacia sulla volontà dei grandi. Ella avea fatto venire dei frati Ambrosiani da Nancy, i quali effettivamente erano istrioni, per assisterla nel sagrifizio del gallo; inoltre degli amuleti da metter al collo: e figure di cera che custodiva in cataletti. Son pure descritte le arti e gli esorcismi di quegli Ambrosiani, che in tali occasioni allontanavano i servi: e fra queste arti era il benedir l'acqua santa il giorno dell'Epifania: lo che doveva esser non senza mistero, non avendo ella saputo renderne ragione.
Don Domenico Manuele Gaetano conte di Ruggero, maresciallo di campo del duca di Baviera, generale, consigliere, colonnello d'un reggimento di fanteria, comandante a Monaco, e maggior generale del re di Prussia, nato a Pietrabianca presso Napoli; istrutto d'orefice, nel 1695 fu iniziato all'alchimia tramutatoria probabilmente dal famoso Lascaris, da cui ebbe la cintura bianca e la gialla per fare l'argento e l'oro, ma in piccola quantità. Alla loro scarsità ed efficacia supplì colla ciarlataneria, annunziando poter tramutare metalli a josa, e facendone esperienza su pochissimi, ottenne credito. Scorsa Italia, fece per quattro mesi eccellenti affari a Madrid, donde l'inviato di Baviera l'indusse a passar dall'elettore, che allora stava governatore a Brusselle. Vi eccitò ammirazione; e Massimiliano, posta piena confidenza nelle magnifiche promesse d'esso, gli concesse cariche e titoli e sussidj per seimila fiorini: poi scopertolo bugiardo lo fece buttare in fortezza. Dopo due anni riuscito a fuggire, comparve a Vienna nel 1704, e qualche projezione gli avvenne sì destramente, che tutta la Corte ne rimase stupita; l'imperatore Leopoldo sel prese a servizio: ma la morte di questo avrebbe intercisa la sua fortuna se non fosse stato assunto dall'elettor palatino, al quale e all'imperatrice egli promise in sei settimane dare settantadue milioni o la sua testa. Prima del termine egli fuggì con una signorina; ed eccolo a Berlino, acquistandovi favore col dirsi perseguitato dall'Austria; e re Federico, sentito il consiglio di Stato che non trovò da opporsegli, ne accettò le proposizioni. Con grand'apparato di testimonj fece alcune trasmutazioni, constatate rigorosamente, e promise fabbricare polvere di projezione quanta basterebbe a far sei milioni di talleri. Bisogna crederlo espertissimo giocoliero chi veda quanti ingannò, e gli onori che ottenne; pure la promessa al re non venendo ad effetto, questi il regalava a miseria; alfine avvertito de' costui precedenti, lo fece chiudere a Custrin, e non avendo saputo adempiere la promessa, fu processato, e come reo di maestà impiccato a Berlino il 29 agosto 1709, coperto d'un vestone d'orpello, con forca dorata. Federico ebbe vergogna d'essersi lasciato ingannare prima, o d'averlo punito sproporzionatamente, e non volle che più quel nome si menzionasse.
In Piemonte[394] nel 1710 un Bocalaro di Caselle fu tanagliato e ucciso per aver fatto un'effigie di cera onde procurar la morte del re; nel 1718 giustiziato il canonico Duret per aver cercato tesori con incantesimi; furono chiusi nel castello di Miolans un marchese Risaja per arti magiche, un panierajo che avea rubato un'ostia per valersene a sortilegi, un Francesco Freylino, che accusò se stesso ed altri di malìe contro il principe, finchè in articolo di morte confessò aver finto tutto ciò per conseguire qualche impiego; nel 1723 fu decapitato in Aosta il conte Andrea Dupleoz per avere con fatucchierie attentato alla vita della moglie.
Ma le scienze progredendo portavano spiegazione naturale a molti, riputati fin allora miracoli; la medicina additò le analogie di assai casi; la giurisprudenza persuadevasi non dover bastare alle condanne la confessione del reo; il fatto che più colpiva, cioè l'accordo delle varie deposizioni, si trovava ridursi alle sole generalità, delle quali tutti aveano inteso parlare, e perchè, le interrogazioni dirigendosi in tal senso, spesso non restava che di rispondere sì o no.
Poichè vuolsi coraggio ad affrontar quella despota che dicesi l'opinion pubblica, lodiamo coloro che assalirono intrepidamente l'ubbia popolare. Vanno principali fra questi i gesuiti Adamo Tauner e Federico Spee, se non che il trattar essi la quistione per via di testi e canoni ad uso dei dotti, non apriva gli occhi plebei. Primo recò la querela davanti al pubblico il roveretano Girolamo Tartarotti[395] negando le tregende, e ribattendo specialmente Martin Delrio: eppure non solo accettò, ma sostenne la verità della magia; col che concedendo l'immediata potenza del demonio, non avea motivo a ricusargli la potestà di trasferire anche le maliarde, e riducevasi a conchiudere che, nei casi speciali, ripugnava al buon senso il credere a queste, e sovratutto al loro numero. Gian Rinaldo Carli e Scipione Maffei[396] estesero quella negativa ad ogni immediata arte diabolica, ma allora il Tartarotti protestò che, tacciando d'illuse le streghe, non aveva inteso gittar dubbio sulla potenza del demonio; tanto la ragione umana fatica a sottrarsi alle opinioni nelle quali fu educata. Il padre Zaccaria, annunziando l'opera del Tartarotti, disapprova il negar le magie. «In una città m'accadde di udir un medico spiritoso, il quale negava che si dessero indemoniati, tutto attribuendo alla fantasia di chi si crede offeso... Ma perchè mai tanto impegno di relegare dentro l'inferno i demonj?»[397]
Direbbesi che questo rincrescimento del gesuita si riproduca negli apostoli odierni d'un bugiardo incivilimento. «Fra gli esseri altra volta maledetti, che la tolleranza presente ha ritirato dall'anatema, senza dubbio Satana è quello che più ha guadagnato in questo progresso delle dottrine e dell'universale incivilimento; mentre il medioevo, che poco intendeasi di tolleranza, lo fece a poter suo maligno, tormentato e fin ridicolo». Così scrive Renan, il quale, dopo tolta a Cristo la divina aureola, dice che, rispettando la celeste scintilla dovunque appaja, non vorrebbe pronunziar sentenze d'esclusione per non avviluppare della condanna qualche atomo di bellezza! Ma quella è una falsità storica come tant'altre di esso autore, perocchè il feroce medioevo spinse la sua bontà fin ai dannati; assegnò un giorno ove lo stesso Giuda ha riposo; nell'angelo del male riconobbe le traccie della più bella creatura di Dio, e lo fece rispettoso all'innocenza, sottomesso alla santità; neppure negogli la speranza di redenzione.