Espugnata Siena, il duca di Toscana dovette adoprare ogni arte per soffogarvi i tentativi di nuova insurrezione: vi soppresse le accademie de' Rozzi e degli Intronati; carcerò, sbandì, fece com'è costretto a fare chiunque incatena un popolo.
Avremo a discorrere a parte dei Soccini: e già indicammo le prediche fattevi dall'Ochino. Nofri Camajani, che colà stava capitano di giustizia pel duca, s'accorse di semi di protestantismo difusi, e ne fe motto a Cosimo. Poi al 5 settembre 1558 scriveagli:
«Io non volsi mancare di dare avviso a v. e. ill. di quel che mi era stato parlato da più persone di certa semenza d'eresia che par si sia sparsa in questa città da qualche mese in qua, e ne detti avviso generale, secondo che mi fu rapporto allora da quelli tali. Dalli quali di poi ho avuto una lista di più persone, parte nobili e parte artigiani e plebei, che ne devono fare più scoperta professione, la quale sarà con la presente. Ho voluto intendere più particolarmente quel che si sia visto o inteso delle lor male operazioni. Dicono che per le chiese sono stati visti udire solo il vangelio, e poi voltar le spalle al Sacramento, con atti ed altre dimostrazioni derisorie del comune culto divino, e ragionar del purgatorio in burla, e un di loro par che una mattina, ritrovandosi alla predica di un frate teatino o riformato, che conteneva del purgatorio, subito si partì ridendo, e dicendo che non voleva più star a udire simili favole; oltre al parlare poco conveniente dell'autorità della sedia apostolica. Ma perchè simili umori non si sogliono scoprire più oltre che con piccoli segni, parimenti la legge si contenta di piccoli indizj per poter perseguitarli. Il signor G. (Inquisitore, Governatore?) mi ha detto che n'è stato parlato a s. s. ancora, e che io gli facessi avere quella medesima nota come ho fatto: e poi se piacerà o all'e. v. o a s. s. si potrà procedere in quel modo che più li parrà opportuno (Omissis).
«Lista dei nobili: li duoi figliuoli di M. Maria Sozini, cioè Carlo e Camillo. Fausto, fratello di M. Alessandro Sozino. Savola f. di M. Levio Pecci, e anco si dubita di lui. Marcantonio Cinuzi[465]. Nicolò Spanocchi. M. Francesco Buoninsegni.
«Lista d'ignobili: Mess. Paolo marescalco al ponte. M. Ippolito marescalco in Pantaneto. Francesco libraro alla Beccheria[466]. Nicolò conciator di cori (cuoi) barbarossa. Quel che assetta l'oriol di piazza. M. Cesare Sarto incontro alla fonte di Piazza»[467].
Noi abbiamo fatto ogni possibile per seguire questa traccia, ma fu invano, se non che da Roma al 23 luglio 1560, veniva diretta al duca questa lettera:
«Illustrissimo ed eccellentissimo signore,
«Essendo che ci consti al presente ne' suoi Stati, e principalmente nella città di Siena pullulare alcune eresie, e di giorno in giorno augumentarsi, alle quali se di breve non si provede, dubitiamo non avenghi come in molti luoghi di cristianità è avvenuto, partoriscano la perdita di molte anime, oltre a quelle che già sono in periculo, se la mano potentissima de Iddio non vi provede, e desiderando noi con il mezzo di s. e., si come è cura nostra, provederli per quanto possiamo; il che anche speriamo per il suo buon e santo zelo, quale sempre in lei abbiamo conosciuto verso la santa fede catolica, e questa sancta sede, abbi da desiderare e procurare, abbiamo dato ordine di mandarvi qualche servo da bene, proporzionato a questo bisogno; acciò, con l'ajuto di n. s. Iddio e per mezzo di v. e., possi provedere alla salute di tali, a' quali, se così non si provede, oltre il danno loro, seran causa di dannificare li altri. Et perchè desideriamo eseguir ciò quanto più presto, preghiamo v. e. si degni avisarci di quel che gli occorre e più li piace in questo negozio, alla cui gratia ci raccomandiamo sempre.
«Di V. E. Ser.
Il card. De Carpi.
Il card. Puteo.
Il card. Alessandrino.
Il card. d'Araceli.[468]